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EDITORIALE – Anteporre il Bene Comune alla propria vita: Rossi vuole farlo? Allora vada avanti! Viceversa passi la mano
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EDITORIALE – Anteporre il Bene Comune alla propria vita: Rossi vuole farlo? Allora vada avanti! Viceversa passi la mano

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BRINDISI – Quando ti ritrovi a governare, la storia cambia: Riccardo Rossi lo sta provando e pagando sulla propria pelle.

Palazzo di Città è un fortino d’interessi inespugnabile e Brindisi è una città che si conferma indomabile: Rossi ne ha preso coscienza in ritardo e lo ha ammesso implicitamente affermando che non immaginava che la situazione fosse così compromessa. Emblematica è la circostanza che solo pochi giorni fa il Sindaco abbia appreso che la massa da riequilibrare non si attestava a 25 milioni di euro ma raggiungeva l’esorbitante cifra di 55 milioni di euro. Più del doppio di quanto preconizzato.

Adesso è il momento di pagare il conto: sia per i cittadini che per la maggioranza politica, fiaccata – come se non bastasse – anche dal fuoco amico. Sì, perché i mal di pancia si sprecano, e sono stati resi plastici nel corso della votazione del Piano di razionalizzazione delle partecipate, dove assenze strategiche e il voto contrario della Dell’Anna hanno reso manifesto il redde rationem interno alla coalizione Rossi.

Tracciare una linea e cambiare registro è oramai ineludibile. Proseguire trascinandosi stancamente fino a che c’è vita non avrebbe senso. I brindisini non hanno riposto fiducia in Rossi e nella sua coalizione votata al cambiamento per assistere a teatrini della politica mandati a memoria. La cittadinanza ha votato Rossi perché si aspettava un cambiamento. Ecco, per cambiare la storia bisogna avere coraggio: le patenti di moralità non bastano, seppure certificate da anni di onorato servizio tra i banchi dell’opposizione e i banchetti in piazza. Per cambiare la storia in un mare di pescecani come Brindisi ci vuole coraggio, bisogna anteporre il Bene Comune alla propria vita. Rossi, la sua Giunta e la maggioranza tutta sono disposti a farlo? Lo dimostrino gettando il cuore oltre l’ostacolo, correndo il rischio di incorrere in scontri sanguinosi come quelli verificatisi nell’assemblea pubblica di venerdì. E perché no, anche correndo il rischio di beccarsi qualche avviso di garanzia, portando avanti senza paura una linea politica, una visione di città che possa garantire a Brindisi un futuro, senza farsi bloccare dalla paura di prendere decisioni, di firmare atti e provvedimenti. Chi ha paura muore ogni giorno. Il Sindaco di una città come Brindisi non può permettersi il lusso di avere paura: o meglio, può avere paura in quanto essere umano, ma deve andare oltre. Questa città ha bisogno di eroi per uscire dall’inferno: la storia ha dimostrato che, purtroppo, anche persone eccezionali come il Commissario Giuffrè, alla luce dei fatti, non hanno avuto il coraggio necessario per prendere decisioni coraggiose. Su tutte: la gestione commissariale, proprio perché apolitica, poteva permettersi altre soluzioni in merito al futuro della Brindisi Multiservizi e poteva effettuare l’operazione verità sulle casse comunali alla quale è costretta adesso l’Amministrazione Rossi. Invece si è preferito rassicurare tutti con una conferenza stampa – a questo punto farlocca -, dove si affermava che il Comune di Brindisi non correva rischi, fatta eccezione per l’esito dei contenziosi. Alla luce di quanto scoperto adesso, si può affermare che la gestione commissariale ha preferito rimanere nello stretto recinto dell’ordinario e scaricare la patata bollente sulla futura Amministrazione. Un atteggiamento comprensibile ma che porta a rivalutare meno enfaticamente l’operato di Giuffrè e dei sub-commissari. D’altronde, loro non erano di Brindisi, e seppure encomiabili nella loro abnegazione, non se la sono sentita di immolarsi fino in fondo per questa città. Questa Amministrazione, invece, è composta da brindisini: vogliamo immaginare che almeno adesso abbiano compreso che per cambiare la storia serve qualcuno disposto a immolarsi. Rossi è brindisino ed è una persona perbene: i prerequisiti minimi per cambiare la storia li avrebbe. Adesso resta da capire se ha la volontà di farlo. Lo capiremo molto presto. Noi crediamo di sì, ma al momento questo pensiero corrisponde a un mero atto di fede. Se viceversa ci si dovesse accorgere di non sentire divampare dentro questo fuoco, meglio passare la mano piuttosto che restare prigionieri della paura o di proprie convinzioni politico-ideologiche in un drammatico (in termini lavorativi) momento di transizione economica della città.

Andrea Pezzuto