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Decarbonizzazione, montano le proteste dei lavoratori delle ditte appaltatrici. Il Cobas: “Enel non collabora. Con noi la parlamentare del M5S Palmisano”
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Decarbonizzazione, montano le proteste dei lavoratori delle ditte appaltatrici. Il Cobas: “Enel non collabora. Con noi la parlamentare del M5S Palmisano”

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BRINDISI – Il Sindacato Cobas dichiara lo stato di agitazione di tutto il personale delle ditte appaltatrici e dell’Enel per unificare la lotta, per non perdere la battaglia occupazionale a piccoli pezzi.

La ditta SIR ha vinto la gara per la movimentazione del carbone della Centrale di Cerano con la clausola da parte Enel di utilizzare solo la vecchia platea storica composta di 45 lavoratori.

In questi anni i lavoratori impegnati per le attività di movimentazione del carbone sono stati oltre 80 e la SIR, dopo l’ultima gara vinta, ha quantificato gli esuberi in 38 unità per i quali ha avanzato una proposta di ricollocazione ad altre attività.

Sono 16 i lavoratori di questa platea di espulsi dal processo produttivo della centrale Enel di Cerano che hanno rifiutato a diverso titolo la proposta di ricollocazione e di conseguenza sono interessati da una procedura di licenziamento collettivo da parte della SIR.

Inizia così ufficialmente il processo di dismissione della Centrale alla quale come al solito Cgil-Cisl-Uil arrivano sempre in colpevole ritardo.

E’ arrivato il momento di unire tutti i lavoratori della Centrale di Cerano nella lotta per trovare soluzioni alternative, di rispondere insieme come territorio per ribadire che tutti abbiamo diritto ad avere la continuità occupazionale, anche attraverso un modello di sviluppo diverso e possibile.

Denunciamo intanto il comportamento non collaborativo dell’Enel che tarda a soddisfare la richiesta di gruppi di lavoratori di avere la possibilità di utilizzare una sala per svolgere un’assemblea aperta con la parlamentare di 5 Stelle, Valentina Palmisano, che si sta occupando della questione, e con il Cobas, rappresentato da Roberto Aprile, che da tempo aveva chiesto un incontro con il MISE proprio per porre al centro la discussione sulle prospettive occupazionali legate alla dismissione della centrale a carbone.

Candidamente però, i rappresentanti dell’Enel hanno affermato che la sala può essere concessa, ma alla sola condizione che sia inibito l’ingresso al rappresentante dei Cobas, Roberto Aprile.

Ribadiamo qui la nostra proposta di fare comunque una assemblea all’ esterno, così come abbiamo già fatto il 24 ottobre dello scorso anno davanti ai cancelli della centrale e, nel caso, continueremo a fare assemblee ovunque si possano fare.

Per i lavoratori dell’indotto e dell’Enel è arrivato il momento della verità.

Non ci possiamo far trovare divisi perché così ci hanno fatto perdere tante volte in questa città.

Le proposte del Cobas:

– l’utilizzo di un ammortizzatore sociale ad hoc non solo per i dipendenti dell’Enel ma anche per i dipendenti delle ditte appaltatrici prossimi al pensionamento, della durata di 7 anni

– pianificazione dello smantellamento, bonifica e ripristino dello stato dei luoghi delle due centrali che darebbe continuità occupazionale non di poco conto per tutto il periodo occorrente allo svolgimento delle tre fasi

– il resto lavoratori giovani che sarebbero lontani dall’età pensionabile inserirli in percorsi di corsi di formazione professionali specifici sullo sviluppo, installazione e manutenzione delle filiere rinnovabili compreso l’idrogeno verde prodotto con il 100% dell’energia da fonti rinnovabili

– no alla trasformazione a gas della stessa Cerano e dall’altra centrale storica di Brindisi Nord, oggi A2A

– no a nuovi gasdotti che legherebbero il nostro futuro a scelte climalteranti e speculazioni internazionali assai opache come con il TAP.

– chiediamoche quei soldi invece di essere spesi per la riconversione a gas delle Centrali vengano investiti per realizzare Comunità Energetiche in tutti i comuni della Provincia, un utilizzo quindi delle rinnovabili in ogni casa, condominio e ogni struttura pubblica: ci sarebbe molta più occupazione che delle poche decine di occupati previsti con una centrale a gas

– non vogliamo che i soliti furbi del quartierino si accaparrino i finanziamenti europei tanto attesi dall’Italia, soldi di cui Brindisi nei programmi del Governo nazionale è ancora a tutt’oggi escluso.

– creazione di un centro di ricerca e sviluppo delle tecnologie delle fonti rinnovabili.

Solo una lotta su questi contenuti potrà contribuire a costruire un futuro diverso per Brindisi.