I Comuni di Mesagne, Latiano, San Vito dei Normanni e Carovigno, insieme al Consorzio di Gestione della Riserva Naturale di Torre Guaceto, hanno siglato un protocollo d’intesa con la Regione Puglia per la redazione di un Piano Integrato del Paesaggio. L’accordo, raggiunto dopo tre anni di lavoro e firmato il 29 luglio scorso a Mesagne, rappresenta il culmine di un tavolo di concertazione avviato il 20 giugno. Denominato “Le Torri di Messania”, il progetto ha ottenuto un finanziamento regionale di 30 mila euro per l’annualità 2025. L’iniziativa, che vede il Comune di Mesagne come capofila, crea una rete sovracomunale per la pianificazione integrata del territorio, focalizzandosi sugli ambiti 9 e 7 del Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR), noti rispettivamente come “campagna brindisina” e “piana degli ulivi secolari”.
Al momento della sottoscrizione, insieme al sindaco di Mesagne Antonio Matarrelli e all’assessore Francesco Rogoli, in rappresentanza dei rispettivi enti, sono intervenuti il sindaco di Latiano Cosimo Maiorano, il sindaco di San Vito dei Normanni, Silvana Errico, il sindaco di Carovigno, Massimo Lanzillotti, il presidente del Consorzio di Gestione della Riserva naturale di Torre Guaceto, Rocky Malatesta, il dirigente regionale settore Paesaggio, Vincenzo Lasorella, e il responsabile incaricato dello studio di fattibilità del Piano Integrato di Paesaggio, Giancarlo Mastrovito.
Il sindaco di Mesagne Antonio Matarrelli ha sottolineato l’obiettivo del progetto: “Si parte dal presupposto che le riserve naturali non siano solo luoghi di tutela ambientale e della biodiversità, ma anche un’autentica opportunità di sviluppo economico e sociale per le comunità locali. Da questa premessa, l’idea guida è quella di connettere la costa adriatica all’entroterra brindisino”.
L’assessore all’Urbanistica Francesco Rogoli, ha commentato l’approccio innovativo del piano: “La peculiarità sta nell’obiettivo di potenziamento sostenibile del sistema costiero mediante infrastrutture e servizi dislocati nell’entroterra, per ridurre così la pressione sulle aree costiere durante i mesi estivi. Qualificare congiuntamente l’assetto agricolo, ambientale e paesaggistico delle zone rurali, offrendo anche una funzione di servizio sociale, è la vera sfida”.


