Erano le 8 dell’ultimo giorno del 2024, quando quattro persone armate e a volto coperto avevano fatto irruzione presso l’ufficio postale di Vezzano Ligure, in provincia di La Spezia, riuscendo a impossessarsi di 140mila euro. Il gruppo, che oggi ha visto arrestare due brindisini di 49 e 53 anni, indossava delle maschere. Inoltre, utilizzando una pistola rivelatasi poi giocattolo, era riuscito a sequestrare la direttrice poco prima dell’orario di apertura intimando alla donna di consegnare loro tutto il denaro disponibile.
I rapinatori avevano poi atteso all’interno dell’ufficio postale l’apertura dei temporizzatori del postamat e della cassaforte, tenendo sempre sotto minaccia la direttrice. Messo a segno il colpo, erano infine scappati via con il bottino.
Gli investigatori, dopo aver visionato le immagini riprese dagli impianti di video sorveglianza del Comune di Vezzano Ligure e di quelli limitrofi, avevano accertato che il gruppo era giunto sul posto a bordo di 2 distinte autovetture che erano state rubate nei giorni precedenti a Pontremoli e alla Spezia. I due veicoli erano stati rinvenuti abbandonati nel centro di Aulla, in provincia di Massa Carrara, alcuni giorni dopo. Proprio seguendo le tracce dei due veicoli rubati, dalle impronte digitali e dalle tracce biologiche rinvenute al loro interno durante i rilievi eseguiti dal Ris di Parma, i carabinieri avevano imboccato una pista che li ha portati ad accertare che il gruppo (trasfertisti del Brindisino) aveva una base logistica ad Aulla.
Oggi, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sarzana, con la collaborazione di personale del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale e della Compagnia di Brindisi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale della Spezia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dei due brindisini, ritenuti responsabili in concorso tra loro insieme ad altre due persone allo stato non identificate, del reato di rapina aggravata, sequestro di persona e furto aggravato.
Nel prosieguo delle investigazioni, svolte anche con intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a raccogliere indizi in ordine al coinvolgimento del 49enne e del 53enne, a carico di quest’ultimo sono emersi alcuni furti su autovetture e in appartamenti avvenuti nel centro Italia. In particolare, un furto su autoveicolo commesso nell’aprile del 2025 in provincia di Teramo, un altro furto su auto ed in abitazione commessi nello stesso mese in provincia di Bologna ed infine un ulteriore furto su auto consumato nel mese di maggio 2025 in provincia di Ravenna.
Singolare la tecnica utilizzata che prevedeva l’utilizzo di un disturbatore di frequenze “jammer”, con il quale inibire la chiusura delle portiere dell’autoveicolo prescelto, il furto delle eventuali chiavi dell’abitazione dove veniva poi commesso il furto ed il riposizionamento, all’interno del mezzo per non destare sospetti, del mazzo di chiavi precedentemente sottratto.
Ulteriore dimostrazione di abilità criminale veniva evidenziata dall’utilizzo di un documento falso utilizzato per registrarsi, sotto falso nome, presso le strutture ricettive in cui il gruppo alloggiava in giro per la penisola. Durante l’esecuzione delle misure cautelari sono state effettuate anche le perquisizioni domiciliari che hanno consentito di sequestrare un orologio Rolex, di dubbia provenienza, oggetti da scasso, un disturbatore di frequenze ed inoltre sono stati sequestrati due veicoli “puliti” – dotati di doppio fondo ove nascondere la refurtiva – utilizzati per raggiungere gli obiettivi delle scorribande. Gli arrestati sono stati condotti presso la casa circondariale di Brindisi dove rimarranno a disposizione dell’autorità giudiziaria della Spezia.
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