Oltre 3500 persone hanno assistito alle quattro serate del 1° Festival del Teatro in vernacolo di Brindisi andate in scena presso i quartieri Commenda, Paradiso, Bozzano e Casale, con una richiesta da parte del pubblico che è andata oltre le aspettative: altri quartieri (quelli non entrati all’interno del cartellone estivo “Meridiani d’Estate 2025”) hanno infatti chiesto di essere presi in considerazione, sentendosi “esclusi”. Davanti a questa richiesta, il professore Massimiliano Oggiano, promotore del Festival, il giornale L’Ora di Brindisi e provincia, l’associazione “Periferia”, il Comune di Brindisi e la Fondazione Nuovo Teatro Verdi hanno fatto in modo che nascesse una quinta serata tutta speciale, tale da coinvolgere sul palcoscenico tutte e quattro le compagnie teatrali selezionate per la prima edizione del Festival.
La scelta è poi caduta sul quartiere Sant’Elia per concludere una strepitosa rassegna che si spera l’anno prossimo possa entrare anche in tutti gli altri quartieri della città esclusi quest’anno. Un’idea, proporre sul palco 4 compagnie in un unico spettacolo, che forse è unica nel panorama teatrale italiano: le commedie che saranno presentate avranno infatti un motivo conduttore che attraverserà storie di famiglie alle prese con problemi di salute, condominiali, di eredità e tanto altro. Insomma, le risate saranno ancora una volta assicurate. La scaletta della serata (che non a caso è stata intitolata “Ci nd’è cucchiatu!”) prevede che ad entrare in scena, per primi, saranno gli attori della compagnia Anti&Mino con la commedia “Lu purtoni”, seguiranno poi in ordine le compagnie Li tre Cumpari con “Malitettu quiddu giurnu”, Il Sipario con “E mo’ ci paia” ed infine i Teatranti con “Poverannui”.
L’appuntamento, il 18 settembre, alle ore 20, sarà in via Ligabue, angolo via Gola. Poco lontano dall’area mercatale del giovedì. A condurre la serata sarà Salvatore Morelli, direttore de L’Ora di Brindisi e provincia, in collaborazione con Francesca Massaro. A disposizione del pubblico ci saranno 1500 posti a sedere. L’ingresso è libero.



