Arriva dalla Corte d’assise d’appello di Lecce la conferma di condanna all’ergastolo per i fratelli Enrico e Cosimo Morleo, di 59 e 60 anni, ritenuti responsabili degli omicidi degli imprenditori Salvatore Cairo e Sergio Spada (entrambi attivi nel settore del commercio delle pentole e degli articoli per la casa), compiuti a Brindisi tra il 2000 ed il 2001, che ha escluso l’aggravante del metodo mafioso.
I resti di Salvatore Cairo, scomparso il 6 maggio del 2000, sono stati trovati in un pozzo della zona industriale della città solo il 20 dicembre 2023. Il corpo di Sergio Spada fu invece trovato il 19 novembre 2001, poche ore dopo la scomparsa, nel piazzale di un’area di servizio dismessa sulla circonvallazione di Brindisi.
Dalle indagini è emerso che Enrico Morleo sarebbe stato l’esecutore materiale di entrambi gli omicidi, mentre il fratello Cosimo il mandante.
Il processo in Corte d’Assise d’Appello, avvenuto quest’oggi nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola di Lecce, era stato avviato dalle difese degli imputati (gli avvocati Vito e Giacinto Epifani con l’avvocatessa Elvia Belmonte) per chiedere l’annullamento della sentenza di primo grado che aveva inflitto anch’essa il carcere a vita ai due fratelli e alle pene accessorie di tre anni di isolamento diurno a Cosimo Morleo e ed un anno ad Enrico Morleo. Isolamento ridotto ora in Appello: due anni a Cosimo Morleo e otto mesi a Enrico Morleo.
La difesa ricorrerà ora in Cassazione.


