Va avanti da tre giorni la protesta dei dipendenti dell’indotto della centrale Enel Federico II di Cerano. I lavoratori chiedono certezze sul futuro della centrale, la cui chiusura è prevista per il prossimo 31 dicembre.
Di seguito la lettera dei “dipendenti di Cerano”.
Tra freddo e pioggia siamo ancora qui, a presidiare vicino alla centrale Enel di Cerano, per difendere il nostro futuro. Un futuro che, ad oggi, ci è stato garantito solo a parole: nulla di scritto, nulla di concreto. È da un anno che aspettiamo un documento ufficiale da parte di Enel e del Governo che ci dia garanzie reali sul nostro lavoro.
Nel frattempo, continuiamo ad assistere a riunioni rimbalzate tra Roma e Brindisi, senza che si sia concretizzato nulla: né una legge speciale per l’intero territorio di Brindisi, né investimenti seri e veri. Anche l’ultima riunione al Mimit non è stata affatto soddisfacente… e ora siamo arrivati al 31 dicembre, data della chiusura e dismissione del carbone, ancora senza risposte.
Nelle ultime settimane abbiamo visto molti “grilli” saltare da una città all’altra per la loro campagna elettorale, ma nessuno ha speso una parola sul futuro di noi lavoratori. Già… il 25 novembre c’è stato chi festeggiava per la propria elezione in Regione, e noi speriamo soltanto che la nostra disperazione venga finalmente portata all’attenzione del presidente Decaro”.


