Rame, ottone ed altri metalli interessano da qualche tempo alcune bande che fanno incetta di vasi e suppellettili custoditi sulle tombe.
L’allarme cresce e le denunce negli ultimi giorni stanno aumentando dopo i raid che hanno colpito i cimiteri di Torchiarolo, Tuturano, Oria, San Pietro Vernotico, San Donaci, Villa Castelli, Ceglie Messapica e Torre Santa Susanna
Secondo l’ultima rilevazione sono infatti otto i cimiteri profanati dai ladri che non esitano a scavalcare i muri di cinta o i cancelli per aggirarsi nei viali e raggiungere cappelle e tombe da cui trafugare gli oggetti procurando, spesso, altri tipi di danni spaccando le lapidi.
In alcuni casi sono stati portati via anche i numeri e le lettere di metallo che compongono i nomi dei defunti con le date. Lo spettacolo che si presenta davanti agli occhi dei famigliari che vanno a visitare i propri defunti è demoralizzante ed uguale in tutti i cimiteri violati dalle razzie: portafiori rubati e i fiori gettati e calpestati, pietre tombali spesso danneggiate, vasi non di metallo lasciati a terra.
Le indagini sono state avviate per individuare le bande dei razziatori. Intanto, vengono esaminate le immagini dei circuiti di videosorveglianza poste nelle vicinanze dei cimiteri per cercare di arrivare ai responsabili.


