Per la morte del 20enne Mirko Conserva, avvenuta la notte del 15 settembre 2024, in via Caduti di via Fani, al quartiere Sant’Elia, è stato rinviato a giudizio l’architetto del Comune di Brindisi Fabio Lacinio, dirigente del settore Lavori Pubblici e Urbanistica.
L’11 settembre ci sarà la prima udienza che vedrà l’amministrazione comunale costituirsi come responsabile civile e sarà la giudice Paola D’Amico a dover stabilire se vi siano delle responsabilità, o meno, a carico del dirigente.
L’udienza preliminare è stata celebrata questa stamattina davanti al gup del tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, e si è conclusa con il rinvio a giudizio dell’architetto, difeso dall’avvocato Roberto Cavalera, accusato di omicidio colposo stradale.
In seguito all’incidente mortale, erano stati gli avvocati Giacinto Epifani e Vito Epifani, in rappresentanza della famiglia di Mirko Conserva a chiedere la citazione del Comune di Brindisi.
La giorno della tragedia, il giovane si trovava alla guida del suo scooter T-Max ed era diretto verso l’ospedale Perrino, dove lavorava nel settore delle pulizie. Fatale, in quella corsa nella notte, fu la perdita di controllo del veicolo, avvenuto lungo la strada che costeggia il parcheggio del centro commerciale Brin Park. Una caduta che non lasciò scampo al giovane.
Ora, il procedimento verte intorno alle eventuali responsabilità dell’architetto Lacinio per lo stato di degrado in cui versava il manto stradale, in più punti sollevato dalle radici degli alberi di pino. Sulla base della contestazione mossa nei suoi confronti, il professionista avrebbe dovuto interdire la circolazione a veicoli e persone nei tratti della rete viaria che presentava tali pericoli.
Agli atti anche una perizia sulla dinamica dell’incidente e non mancano attenuanti nei confronti dell’imputato. Tutto da vedere nel corso del processo.


