Brindisi, centro minori stranieri al quartiere Casale: 600mila euro da restituire se non apre

La struttura è chiusa da anni dopo il restyling e tante polemiche dei residenti: "Cambiate destinazione d'uso"

di Redazione

Aprire o restituire 600mila euro al ministero dell’Interno.

È il dilemma che si trova davanti il Comune di Brindisi dopo la nuova destinazione dell’ex delegazione del Casale di via Andrea Bafile, individuata per diventare un centro di accoglienza per minori stranieri. Ristrutturata ma chiusa da anni dopo un intervento di restyling.

Qualche anni fa, fu l’amministrazione Rossi ad intercettare un finanziamento del ministero dell’Interno retto allora da Matteo Salvini per recuperare l’immobile e trasformarlo in un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.

Ne seguirono proteste da parte di centinaia di residenti che apposero la propria firma nell’ambito di una petizione popolare organizzata da FdI e Lega. Terminati i lavori, la maggioranza di centrodestra ha sempre fatto sapere che vuole rispettare quella volontà popolare e non destinare quindi la struttura ai ragazzini in fuga dai loro Paesi.

Ora i termini stanno per scadere: o si apre o si restituisco i soldi, ma per le strade del quartiere Casale l’idea torna a fare nuovamente rumore.

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