Un fitto mistero aleggia sulla scomparsa di duemilacinquecento pezzi di aerei militari italiani dalla base di Brindisi dove una multinazionale americana aveva il compito di curare la manutenzione di aerei da guerra dell’Aeronautica italiana: componenti avioniche dei cacciabombardieri Tornado e Amx e dell’aereo di trasporto tattico C-130.
Per questa “sparizione” sarebbero indagate dalla procura di Roma e dalla procura militare dieci persone tra generali e vertici della logistica dell’Aeronautica e dirigenti di questa società. L’ipotesi di reato, per tutti, peculato, ossia l’appropriazione o la distrazione di beni pubblici affidati per ragioni d’ufficio.
A quanto pare, i pezzi custoditi a Brindisi (che non risulterebbero nei magazzini e neppure nei registri) sarebbero scomparsi tra il 2021 e il 2023. Ora, un’ipotesi investigativa avrebbe identificato il sud America (forse il Brasile) come possibile destinazione di questi pezzi che (agli investigatori che ne chiedevano conto) sarebbero stati presentati ufficialmente come pezzi usurati da rottamare. Una certificazione che sarebbe arrivata quando il materiale era già sparito.
Dopo quanto scoperto, l’Aeronautica afferma di “aver fornito piena e immediata disponibilità all’autorità giudiziaria civile e militare” e assicura: “ogni eventuale responsabilità personale sarà trattata con assoluta fermezza”



