Tassa sui rifiuti, tra le più care in Italia c’è Brindisi (al secondo posto in classifica) con 529 euro.
È quanto emerge da uno studio svolto dal Servizio stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo in merito al carico fiscale della Tari sui contribuenti italiani dal 2020 ad oggi.
Nel 2025 – si legge in una nota del sindacato – a fronte di una media nazionale di 350 euro, il costo maggiore si registra a Pisa con 650 euro medi l’anno a nucleo; a Brindisi si versano 529 euro; a Pistoia a 524 euro; Trapani a 521 euro; a Genova 518 euro; a Barletta 517 euro; a Taranto 509 euro; a Agrigento 500 euro; a Napoli 499 euro e a Reggio Calabria 494 euro.
Nelle Città Metropolitane, la tassa sui rifiuti pesa per 518 euro all’anno a nucleo a Genova; a Napoli per 499 euro; a Reggio Calabria per 494 euro; a Catania per 483 euro; a Bari per 435 euro; a Cagliari per 412 euro; a Venezia per 385 euro; a Palermo per 373 euro; a Torino per 365 euro; a Roma per 334 euro; a Firenze per 332 euro; a Messina per 315 euro; a Milano per 294 euro e a Bologna per 236 euro.
La gestione dei rifiuti, in Italia, continua a rappresentare una delle più evidenti contraddizioni dei servizi pubblici locali. Da anni, infatti, in molti comuni, si registrano evidenti iniquità territoriali e un costante aumento della Tari (la tassa sui rifiuti), mentre rimangono irrisolte la carenza di impianti di raccolta e trattamento insieme al ricorso allo smaltimento in discarica, con livelli poco soddisfacenti di differenziazione dei rifiuti e recupero delle risorse.


