Nell’anno in cui la ZES Unica viene rifinanziata per altri tre anni, il corridoio Brindisi-Taranto consolida il proprio peso nel sistema difesa-energia-aerospazio e il Piano Mattei mette l’istruzione al centro della cooperazione mediterranea, Brindisi risponde con un asset che nessun incentivo fiscale aveva ancora prodotto: la prima scuola internazionale accreditata del Mezzogiorno a sud di Napoli. Autofinanziata, operativa, riconosciuta dal Ministero italiano.
Il Sud cresce, Brindisi è già pronta.
Il Sottosegretario Luigi Sbarra, titolare della delega per il Sud: “Negli ultimi tre anni la crescita del PIL è stata superiore al resto d’Italia. È fondamentale puntare sul capitale umano: il rafforzamento del Mezzogiorno passa per la costruzione di una classe dirigente competente e responsabile.
La ZES Unica ha autorizzato circa 6 miliardi di investimenti, agevolato oltre 12 miliardi tramite credito d’imposta, generato quasi 18.000 ricadute occupazionali — rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 per altri tre anni. Per la prima volta dal 2004 il tasso di occupazione nel Mezzogiorno ha superato il 50%. Il capitale umano è la sfida che resta. Brindisi ha già una risposta.
Il polo Brindisi-Taranto e l’economia degli expat.
Il corridoio industriale Brindisi-Taranto — difesa, energia, aerospazio, con il Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA) come asse portante — attrae strutturalmente professionisti internazionali ad alto profilo: gli expat, professionisti stranieri o italiani rientrati dall’estero che si trasferiscono con famiglie e figli. Prima di firmare qualsiasi contratto, pongono tutti la stessa domanda: “Dove andranno a scuola i miei figli?” Senza una risposta accreditata, quelle famiglie — e i loro consumi, le loro reti, la loro reputazione internazionale — vanno a Milano, Roma o fuori dall’Italia. Secondo elaborazioni ISB su parametri OCSE, ogni nucleo expat genera tra 40.000 e 80.000 euro l’anno in consumi locali. Con venti famiglie stabilmente residenti: fino a 1,6 milioni annui nel tessuto brindisino. Tutto senza bandi
L’International School of Brindisi: i numeri di un anno.
Fondata marzo 2025, operativa dal 1° settembre 2025. Il Ministero dell’Istruzione l’ha riconosciuta come Scuola Straniera — decreto D.D.G. n. 63739 — primo provvedimento del genere in Puglia e nel Mezzogiorno a sud di Napoli. Il curriculum americano Common Core, dalla Pre-K al Grado 12, è avallato direttamente dal Ministero, non solo dagli enti internazionali.
50 studenti, 14 nazionalità, 20 posti di lavoro, +30% di iscrizioni in sei mesi.
Famiglie dalla difesa, dall’energia e dalle organizzazioni internazionali presenti sul territorio. Il Comune ha concesso uno spazio pubblico, l’Università del Salento ha firmato una convenzione quadriennale. Finanziamento pubblico ricevuto: zero. A gennaio 2026 Il Sole 24 Ore l’ha definita “Modello Brindisi per l’istruzione straniera al Sud”. A seguire: Elite Education Magazine, testate negli Stati Uniti e, inaspettatamente, in Giappone.
Non solo per chi arriva: anche per chi sceglie.
L’ISB è aperta a chiunque scelga un’istruzione americana in lingua inglese: famiglie italiane rientrate dall’estero, famiglie locali che puntano su un curriculum internazionale, studenti-atleti che mirano alle università americane. Un servizio aggiuntivo all’offerta pubblica, non alternativo: copre una domanda che esisteva, restava inevasa e portava talenti altrove
Il personale del quartier generale ONU a Brindisi aveva formalmente lamentato al Ministero dell’Istruzione l’inadeguatezza dell’offerta pubblica per le famiglie internazionali in rotazione. L’ISB è la risposta a quella segnalazione. La scuola non preleva risorse dalla comunità: ne produce.
NCAA e Borsa Spark: Brindisi come porta per le università americane.
L’accreditamento NCAA apre una doppia opportunità: studenti-atleti internazionali possono scegliere Brindisi per il proprio diploma liceale americano; i ragazzi di Brindisi, Lecce, Taranto, Bari accedono a borse di studio universitarie americane da 3,8 miliardi di dollari — una finestra che al Sud non era mai esistita. C’è di più: la ISB ha istituito la Borsa di Studio Spark (del valore di 15 mila euro) per studenti locali meritevoli. Il primo beneficiario è Nicolò, diciott’anni, brindisino. Sarà il primo a Brindisi a conseguire un American High School Diploma senza lasciare casa.
Piano Mattei e soft power: il nodo sulla sponda italiana esiste già.
Il Piano Mattei — 5,5 miliardi, 14 paesi africani — ha messo l’istruzione al centro: 10 dei 21 progetti pilota riguardano formazione e capitale umano. La Sottosegretaria Frassinetti lo ha definito un ponte tra “scuola, lavoro e imprese”. Quel ponte, sulla sponda italiana, è Brindisi: porto, corridoio adriatico, ZES, DTA. E ora la scuola.
Nel linguaggio della politica internazionale, soft power è la capacità di attrarre e influenzare non con la forza o il denaro, ma con la cultura, i valori, le istituzioni. Quando una famiglia di dirigenti arriva da Berlino, Houston o Singapore e sceglie di restare, porta reti professionali, capitali relazionali, reputazione. Non sono turisti. Sono ambasciatori involontari di Brindisi nel mondo. Nessun tavolo l’aveva pianificato. La città l’ha costruita da sola.



