Frode sui posti barca nel porto di Otranto, denunciate 53 persone residenti tra Brindisi e Lecce

Scoperte fittizie residenze e false sedi operative societarie

di Redazione

Falso ideologico e truffa aggravata per 53 persone residenti tra le province di Brindisi e Lecce.

I finanzieri della sezione operativa navale di Otranto hanno scoperto un sistema di frode finalizzato all’ottenimento indebito di posti barca e all’evasione dei tributi comunali, che ha portato alla denuncia di 53 persone accuse a vario titolo di falso ideologico e truffa aggravata.

L’indagine di polizia giudiziaria ha riguardato l’analisi della documentazione presentata in relazione ad un bando pubblico per l’assegnazione di ormeggi per imbarcazioni da diporto e natanti nel porto di Otranto, da cui è emersa una «sistematica alterazione», spiega la Gdf, della realtà anagrafica e logistica da parte di numerosi richiedenti.

Nello specifico, sono state analizzate oltre 250 posizioni e scoperte più di 50 irregolarità tra fittizie residenze e false sedi operative societarie, «strumentalmente» dichiarate nel territorio comunale idruntino al solo scopo – secondo gli investigatori – di scalare le graduatorie del bando, che prevedeva criteri di priorità e punteggi aggiuntivi per i residenti e le imprese locali.

I finanzieri, inoltre, hanno esaminato le istanze prodotte e le certificazioni allegate inerenti alle agevolazioni previste per i portatori di handicap, accertando il possesso, per alcuni dei richiedenti, unicamente della certificazione per invalidità civile e non il requisito espressamente richiesto dal bando.

L’operazione ha avuto riflessi anche sul fronte delle entrate comunali, in quanto l’accertamento delle false residenze ha fatto decadere le agevolazioni fiscali per l’abitazione principale (prima casa), di cui i soggetti interessati avevano anche indebitamente goduto. Tale condotta porterà al recupero dell’Imu non versata, per un ammontare complessivo stimato pari a circa 80mila euro.

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