Si addensano nubi scure sul futuro della STP Brindisi. L’azienda di trasporti pubblici attraversa un momento di forte tensione finanziaria che ora rischia di ripercuotersi direttamente sui circa 300 dipendenti in forza alla società di Contrada Piccoli.
Il primo segnale tangibile della crisi è arrivato con la mancata erogazione dei buoni pasto per il mese corrente. Ma la preoccupazione maggiore riguarda il prossimo futuro: l’attuale crisi di liquidità fa temere per il regolare pagamento delle mensilità ai lavoratori nel mese di maggio.
Stando alle prime ricostruzioni, l’origine del dissesto non sarebbe gestionale, bensì legata a pesanti ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici. Regione Puglia e Provincia di Brindisi dovrebbero infatti alla STP circa 6 milioni di euro relativi alle somme previste dal contratto di servizio. Una cifra imponente che, restando congelata, ha prosciugato le casse aziendali.
Per affrontare la questione, la presidente della STP, Alessandra Cursi, ha inviato una convocazione ufficiale alle sigle sindacali (FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL, UGL e SINAI). L’incontro è fissato per lunedì 4 maggio alle ore 11:00 presso la sede aziendale. All’ordine del giorno ci sono le risultanze dell’Assemblea dei Soci dello scorso 14 aprile e un’informativa dettagliata sull’attuale situazione economico-finanziaria dell’Azienda.
Tra i corridoi e nelle sedi sindacali inizia a serpeggiare un timore insistente: che la STP possa seguire il destino della BMS (Brindisi Multiservizi), l’altra partecipata cittadina da tempo al centro di crisi cicliche e incertezze strutturali. L’incontro del 4 maggio sarà decisivo per capire se si tratti di un’impasse temporanea legata ai trasferimenti regionali o se la crisi sia più profonda, richiedendo interventi strutturali per salvaguardare il servizio pubblico e il salario di 300 famiglie brindisine.



