Come anticipato nei giorni scorsi e in merito ad alcune lamentele arrivate al nostro giornale, abbiamo iniziato a fare una rigorosa inchiesta sullo stato di salute degli impianti sportivi e delle palestre scolastiche comunali presenti a Brindisi. Strutture vitali che ogni giorno vengono utilizzate dalle Società sportive dilettantistiche (SSD) del territorio a fronte di un regolare pagamento del ticket, ma dove la Gestione ordinaria solleva oggi interrogativi non più procrastinabili.
I costi del servizio: oltre un milione di euro sul bilancio comunale
Mantenere efficienti i luoghi dello sport brindisino ha un costo rilevante per la collettività: il Comune di Brindisi versa infatti una cifra che supera il 1.000.000 di euro all’anno alla società “La Pulita srl”, assegnataria del servizio per conto del Consorzio Nazionale Servizi (CNS). Questo appalto milionario copre le attività di manutenzione ordinaria, pulizia e custodia di ben 36 strutture cittadine, equamente suddivise tra palestre scolastiche ed impianti sportivi. A tale importo si somma un’ulteriore dotazione finanziaria di oltre 100.000 euro specificamente destinata agli interventi di manutenzione straordinaria.
Il nodo delle “offerte migliorative” vincenti
In sede di gara d’appalto, la società “La Pulita srl” è riuscita ad aggiudicarsi la gestione proprio grazie a una serie di impegni supplementari inseriti nell’offerta tecnica. Si tratta delle cosiddette “migliorie”: progetti e interventi ad esclusivo carico economico della società stessa, finalizzati non solo a ottimizzare l’efficienza strutturale delle palestre, ma a estenderne la fruizione oltre i classici orari agonistici. L’obiettivo dichiarato era nobile: creare un indotto di attività sociale a totale beneficio delle fasce di popolazione più deboli e svantaggiate che non hanno la possibilità economica di praticare sport.
Tuttavia, analizzando i documenti ed effettuando un riscontro sul territorio, emerge un divario preoccupante tra le “promesse” scritte e la realtà dei fatti. Molte di quelle scadenze perentorie – fissate nei primi mesi dall’avvio della gestione – risultano ad oggi non pervenute.
Il registro dei “progetti fantasma”: cosa c’era scritto sul contratto?
In questa seconda puntata della nostra inchiesta giornalistica, mettiamo in evidenza cinque migliorie concrete (messe nero su bianco in fase di gara) che si sarebbero dovute realizzare subito dopo l’avvio della nuova gestione e che invece rimangono relegate sulla carta:
A) Nove Mini Campus a fini sociali
Il progetto prevedeva l’attivazione di tre campus all’anno dedicati ai ragazzi, con i primi eventi da organizzare tassativamente nei primi due mesi dall’avvio dell’appalto. Giunti ormai al secondo anno di contratto su tre complessivi, nulla è stato fatto.
B) Nove Tornei Giovanili per scopi sociali
L’offerta tecnica migliorativa recitava testualmente: «Si propone l’organizzazione di n. 3 tornei all’anno nelle fasce orarie poco richieste nelle strutture indicate dall’amministrazione comunale con il coinvolgimento delle associazioni sportive del territorio». Anche qui l’inizio era previsto entro i primi due mesi. Stiamo per fare ingresso nel terzo anno di contratto e non vi è alcuna ombra di quanto offerto.
C) Palestre aperte come presidio sociale
Le palestre all’interno dei plessi scolastici avrebbero dovuto spalancare le proprie porte alla cittadinanza, trasformandosi in centri di aggregazione sociale entro due mesi dall’avvio dell’appalto. Ad oggi, anche questo punto risulta completamente inattuato.
D) Scuola di danza per la terza età
L’offerta contemplava l’uso strategico delle palestre scolastiche per l’istituzione di corsi di danza rivolti agli anziani, da far partire sempre entro i primi sessanta giorni dall’inizio del servizio. Sono trascorsi due anni e l’iniziativa è rimasta lettera morta.
E) Allestimento di palestre all’aperto
L’impegno scritto prevedeva una riqualificazione urbana a costo zero per le casse comunali: «Si propone l’allestimento di una area esterna a scelta dell’Amministrazione comunale da attrezzare come palestra all’aperto (n. 5 attrezzi) e l’istituzione di corsi sportivi con il coinvolgimento delle associazioni sportive del territorio per due volte a settimana». Ad oggi, l’area non è mai stata attrezzata né i corsi sono mai partiti.
Punti che, a nostro avviso, attendono ora risposte dopo aver esposto i fatti, i numeri di un capitolato d’appalto pesante e gli impegni che hanno determinato la vittoria di una gara pubblica. Questioni che meritano la massima trasparenza nei confronti delle società sportive (che continuano a pagare regolarmente i propri ticket d’accesso) e dei cittadini brindisini.
L’Ora di Brindisi continuerà ad ascoltare la gente e a ritornare sul tema (se ci sarà modo) con un terzo intervento, con la ferma speranza che nel frattempo dall’amministrazione comunale o dai vertici della società assegnataria arrivino le dovute e attese risposte.




