L’ex assessore Quarta: “A Brindisi il potere ha cambiato il sindaco Marchionna”

"Il tradimento dei patti elettorali pur di salvare la poltrona. Appello a FDI, FI e i consiglieri per staccare la spina""

di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo

“Nel 2015, nel rassegnare le proprie dimissioni da vicesindaco della giunta guidata dall’allora sindaco Mimmo Consales, Pino Marchionna scrisse una frase che molti considerarono un manifesto di etica e coerenza: dichiarò che preferiva rifugiarsi nel suo lavoro professionale quando sentiva “forte ed immanente il pericolo che il potere cambi me prima che io riesca a cambiare le cose”.

Di fronte a quanto accade oggi, una domanda sorge spontanea e legittima: ma chi era il vero Marchionna? Quello idealista del 2015 o quello di oggi, arroccato sul suo scranno?

Crediamo che la risposta sia ormai chiarissima a tutti: la maschera è caduta e la sua vera natura politica, purtroppo per Brindisi, è finalmente venuta fuori.

Alla luce dello spettacolo indecoroso a cui stiamo assistendo con la sua attuale amministrazione da sindaco, quella celebre frase pronunciata all’epoca dell’esperienza con Consales risuona come una clamorosa e amara ipocrisia.

La verità è ormai sotto gli occhi di tutta la città: la politica e il potere questa volta lo hanno cambiato, e lo hanno fatto fin dal primo giorno in cui si è insediato sulla poltrona più alta di Palazzo di Città.

Bisogna essere chiari ed evidenziare che tutto lo sfascio a cui assistiamo, a partire dagli stravolgimenti politici in atto, accade esclusivamente per colpa sua e della sua totale incapacità di gestione.
Dal primo momento, proprio perché era stato scelto come garante di una coalizione che lo ha nominato e convintamente sostenuto, Marchionna avrebbe dovuto tenere saldamente in mano le redini del comando.
Invece, ha dimostrato una debolezza imperdonabile, consentendo che i singoli consiglieri comunali potessero andare ogni giorno a battere cassa dietro la sua porta.

Nessun partito e nessun consigliere comunale può più fare finta di nulla di fronte a questa deriva.

È evidente a tutti che la città, questo sindaco non lo vuole più: lo si dice apertamente nelle piazze, nei ristoranti, nei bar e nelle strade di Brindisi.

I consiglieri comunali hanno il dovere morale e politico di intercettare, interpretare e riportare nell’aula consiliare le esigenze reali della comunità in cui vivono, e mai le proprie ambizioni personali.

Questo è il vero e unico mandato del consigliere comunale.

Non è tollerabile che il proprio ruolo venga ridotto a un continuo cambio di casacca o alla proposta di mozioni di sfiducia contro gli assessori al solo scopo di prenderne il posto per fame di poltrone.

L’azione dell’attuale primo cittadino è guidata da un unico, esclusivo e ossessivo pensiero: il mantenimento della poltrona e dei privilegi personali, a qualsiasi costo.

Anche le sue recenti, paradossali dichiarazioni, nelle quali sostiene con sfrontatezza che “nulla è cambiato”, fanno trasparire la realtà di un teatrino imbarazzante: l’unica cosa che non cambia mai, mentre tutto attorno crolla e si stravolge, è esclusivamente il suo stipendio.

I fatti parlano chiaro.

Marchionna ha tradito la fiducia dei cittadini e delle stesse forze ed equilibri politici che lo hanno fatto eleggere, in totale spregio e in barba a tutti i programmi elettorali e agli accordi sottoscritti davanti agli elettori.

Ha persino calpestato un documento formale, nel quale si impegnava solennemente a non stravolgere mai la giunta politica emersa dalle urne.

Le sue promesse valevano zero.

Pur di sopravvivere e restare aggrappato al vertice del Comune, il sindaco non ha esitato a fare esattamente il contrario di quanto pattuito, sacrificando la coerenza sull’altare del puro calcolo personale.

Di fronte a questo tradimento politico e programmatico, che ha di fatto concesso la possibilità di far cadere a pezzi l’intero impianto che ha vinto le elezioni, non si può più restare a guardare.

Per questo motivo noi cittadini rivolgiamo un appello forte e accorato a tutte le forze di maggioranza, e in particolar modo a Fratelli d’Italia e Forza Italia: abbiate il coraggio della dignità e della coerenza.

È il momento di staccare la spina a un sindaco che pensa solo a se stesso e che ha rinnegato i patti.

Continuare a sostenerlo significa diventare complici della distruzione della credibilità della coalizione.I partiti e gli esponenti di maggioranza facciano molta attenzione: ostinarsi a portare avanti questa amministrazione farà malissimo ai simboli e alle forze politiche che oggi la sostengono, decretandone l’azzeramento totale alle prossime elezioni comunali.

Nessuno pensi o si illuda che basti cambiare casacca, gruppo consiliare, partito o nome per rifarsi una verginità politica.

La gente non dimentica.

Al momento del voto i cittadini si ricorderanno perfettamente di chi sono stati i veri fautori e i fieri manutentori di questa agonia amministrativa.

Brindisi non merita di essere ostaggio di un’amministrazione paralizzata dai giochi di potere e dalle debolezze del suo vertice.

I partiti della maggioranza e i consiglieri eletti escano dall’ambiguità, ascoltino la voce della gente e pongano fine a questa agonia prima che sia il corpo elettorale a cancellarli politicamente.

Dott. Gianluca Quarta

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