‘Ndrangheta e narcotraffico: due brindisini rinviati a giudizio

Fiumi di droga nascosta in container, ma anche cocaina liquida camuffata nel succo di moringa

di Redazione

Diciassette rinvii a giudizio, due posizioni stralciate e trentatrè in abbreviato per i 52 imputati, considerati capi e gragari di un’ organizzazione “di matrice ‘ndranghetista”, facente capo alla potente cosca Gallace di Guardavalle (in Calabria), strutturata per gestire un traffico internazionale di stupefacenti dal Perù, Colombia e Brasile, verso Rotterdam, Anversa, Amburgo e vari porti italiani: Gioia Tauro, Livorno, Civitavecchia, Genova e Trieste.

Fiumi di droga nascosta in container, ma anche cocaina liquida camuffata nel succo di moringa o imbevuta nelle scatole di cartone di frutta.

Il gup distrettuale del Tribunale di Catanzaro Marilena Sculco ha rinviato a giudizio anche due persone residenti a Brindisi: Teodoro Capuano, detto Valerio, 64 anni, difeso dall’avvocato Giacomo Serio e Giovanni Marinelli, 59 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe Pomarico. Entrambi non coinvolti nel blitz scattato il 18 luglio 2025, ma che nell’inchiesta avrebbero avuto un ruolo marginale. Il processo dibattimentale inizierà il prossimo 16 settembre.

Gli imputati sono coinvolti nell’inchiesta “Kleopatra”, che punta a far luce su un gruppo criminale ben strutturato finalizzato all’importazione, al trasporto, alla detenzione, alla commercializzazione, alla cessione, a qualsiasi titolo, di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, cocaina eroina, marijuana e hashish.

La base direzionale degli affari, per investigatori e inquirenti era Guardavalle, fortino della cosca Gallace, dove gli associati residenti in altri luoghi del territorio nazionale si incontravano per ricevere le direttive strategiche per il sodalizio, sebbene i referenti e le basi logistiche per lo stoccaggio, il temporaneo deposito e la custodia della droga, sono dislocati in diversi luoghi del territorio nazionale.

Secondo le ipotesi accusatorie i referenti sarebbero stati pronti a ricevere l’approvvigionamento anche con importazioni internazionali dello stupefacente, successivamente smistamento, occultato, preparato dagli stessi associati nelle località di pertinenza dei promotori, organizzatori, fornitori e sub-fornitori, con attività di commercializzazione nelle reti di distribuzione al minuto dislocate su tutto il territorio nazionale, attraverso cui garantire l’immissione sul territorio nazionale della droga offerta dai trafficanti esteri, prevalentemente tra il Sudamerica e l’Europa.

Un’organizzazione capace di operare stabilmente nel tempo e di comunicare telefonicamente e telematicamente con sofisticate tecnologie per eludere le attività investigative. Un gruppo criminale ramificato che individua le fonti di approvvigionamento di partite di cocaina, da importare in Italia, soprattutto in Sudamerica, in Colombia, Ecuador, Perù, Brasile e in Europa, in Olanda, Germania, mentre per la marijuana, l’eroina e l’hashish, si serve di canali di import-export, provvedendo al reperimento delle risorse finanziarie, all’acquisto e alla successiva cessione, individuando gli uomini in grado di recuperare lo stupefacente spedito dall’estero nei porti italiani di Livorno, Gioia Tauro, Trieste e in altri scali nazionali, e spedito nei porti di Santos in Brasile e Rotterdam in Olanda.

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