Home Economia e lavoro Porto Brindisi può dire addio alle navi da crociera: solo il M5S aveva capito il pericolo
Brindisi può dire addio alle navi da crociera: solo il M5S aveva capito il pericolo
0

Brindisi può dire addio alle navi da crociera: solo il M5S aveva capito il pericolo

0

BRINDISI – Hanno votato tutti a favore, eccetto il M5S. Parliamo della delibera con la quale il Consiglio comunale ha approvato la relazione da presentare al Provveditorato in merito alla realizzazione di un fabbricato a Costa Morena per monitorare i crocieristi attraverso scanner radiogeni. Una misura, quest’ultima, divenuta ineludibile nel periodo post-Covid per accogliere le navi da crociera in porto.

Nessuno aveva capito però, tranne il M5S, che le osservazioni sollevate dal Comune sull’opera avrebbero potuto “attivare e alimentare la burocrazia difensiva” del Provveditorato, per dirla alla Gianluca Serra. Il consigliere pentastellato, nella seduta di ieri, è tornato sull’argomento dicendosi preoccupato per il fatto che il Provveditorato per le Opere pubbliche, come temuto, avesse recepito le osservazioni del Comune chiedendo chiarimenti e rinviando la conferenza di servizi. Ebbene, Serra ci aveva visto giusto.

In queste ore, infatti, dalla Regione è partito un documento destinato all’ente portuale che è tutto un programma e che apre le porte per un potenziale addio delle grandi navi da crociere al porto di Brindisi.

Il Comune, tra le osservazioni, aveva posto il tema della temporalità specifica del fabbricato per il monitoraggio dei crocieristi. L’arco temporale preciso, però, l’Authority non poteva indicarlo nel progetto, perché è subordinato alla realizzazione degli accosti di Sant’Apollinare, che non si sa se e quando saranno realizzati.

Bene, la richiesta del Comune è stata ripresa e rilanciata (in un gioco al massacro burocratico) da parte della Regione, la quale ha comunicato all’Authority che qualora l’opera non abbia carattere di temporalità ma di permanenza rispetto alle attività legate alla crocieristica, non potrà essere configurata come adeguamento tecnico funzionale (come in un primo momento aveva inteso la Regione stessa), ma come variante di destinazione funzionale, che assumerebbe quindi rilevanza sostanziale nelle previsioni del P.R.P. Perché questo? Perché secondo la Regione, quell’area (Costa Morena Nord) sarebbe destinata ad attività industriali, non crocieristiche. Un guazzabuglio che pare contraddire la normativa introdotta in questi mesi attraverso la quale è stata disposta la non necessarietà dell’indicazione della destinazione d’uso di una banchina, e che pare contraddire anche sentenze e indicazioni dell’ente portuale sulla polifunzionalità delle banchine portuali brindisine. Ma soprattutto, un guazzabuglio che prepara il terreno all’esito della conferenza di servizi, con il Provveditorato che – visti i precedenti – molto probabilmente negherà l’assenso a realizzare il fabbricato per i motivi di cui sopra.

È così che va alimentandosi il mostro della burocrazia, che sta facendo terra bruciata attorno alla città. Eppure 100 km più a nord tutto questo non accade. Chiediamoci seriamente il perché.