Home Politica Covolo: “San Vito, non mi hai voluto: prendo il mio posto tra i banchi dell’opposizione”
Covolo: “San Vito, non mi hai voluto: prendo il mio posto tra i banchi dell’opposizione”
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Covolo: “San Vito, non mi hai voluto: prendo il mio posto tra i banchi dell’opposizione”

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SAN VITO – Ho perso le elezioni amministrative a San Vito.

Qui ci sono tutti i risultati https://elezioni.interno.gov.it/comunali/scrutini/20200920/scrutiniGI160160170

Ciascuno e ciascuna potrà farsi un’idea su come sono andate le cose. Nei prossimi giorni stiamo organizzando un’assemblea per fare insieme un’analisi del voto.

Il lavoro sul territorio di questi anni e la campagna arrembante di questi mesi non sono bastati a superare i limiti con cui sapevo di confrontarmi accettando questa sfida.

Le responsabilità della candidatura e della sconfitta sono mie, non cerco nessuna attenuante.

In questi mesi ho dato tanto, ho ricevuto di più.

Ho imparato molte cose di me, dei miei e della comunità in cui vivo. Anche la sconfitta è un posto in cui imparare.

Per questo sono grato alla vita e ai miei compagni di viaggio, attivisti e candidati: il loro impegno, la loro amicizia e la loro lealtà sono doni preziosi ed impagabili. Siete una risorsa indispensabile per la comunità. Continuiamo nella nostra missione. Ai nostri elettori dico grazie di cuore: avete accettato una proposta nuova, sfidante, senza false promesse, né ricatti. Agli elettori del Sindaco Silvana Errico e dei candidati Ruggiero e De Carlo il mio massimo rispetto: il popolo è sovrano, la democrazia è sacra.

Il mio pensiero in queste ore è ai tanti cittadini e alle tante cittadine incontrate in questi mesi e che con noi hanno condiviso una sofferenza familiare, un sogno, un’ansia o una speranza sul futuro.

Non me ne dimenticherò, non ce ne dimenticheremo. Vogliamo continuare a lavorare insieme, se lo vorrete. Ad immaginare una San Vito diversa e a realizzarla nella concretezza. Come stiamo già facendo da dieci anni, dal basso.

Il nostro obiettivo, lo abbiamo detto in campagna elettorale, non era ‘fare una maggioranza’, ma ricostruire una comunità, prendercene cura, allargando l’impatto del nostro lavoro. Quindi, da esperti di esseri umani, continueremo a progettare soluzioni che mettano al centro le persone, l’apprendimento ed il lavoro. Daremo gambe a nuovi progetti sociali e produttivi con cooperative e consorzi. Nasceranno comitati in ogni quartiere e gruppi di pressione e di proposta sui temi più sentiti dalla cittadinanza. Continueremo a cambiare questo pezzo di mondo, anche senza aver ‘preso il potere’.

Infine, un pensiero agli ‘ultimi’ di San Vito, quelli che non hanno parola, quelli che vengono considerati diversi, quelli che hanno inciampato, quelli che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese.

In questi due mesi hanno provato in tutti i modi a diffamarmi ‘sotta pí sotta’ con lo stigma ogni giorno diverso di un marchio di alterità: è straniero, è disoccupato, è povero, è ladro, è separato, è ‘ricchione’, è tossico, è stato in comunità.

All’inizio mi ha ferito molto questa macchina del fango, questo utilizzo della menzogna come strumento politico da parte dell’avversario. Non lo avevo considerato.

Oggi, a fine partita, ci ho ripensato.

Loro avevano ragione.

Io sono la badante sotto caporale che incontri il pomeriggio nella piazza di San Vito. Io sono il tossico senza famiglia alle case popolari che ti cerca la due euro. Io sono il giovane senza lavoro e prospettive che vedi passare le giornate davanti al bar. Io sono il ragazzino che mentre cresce non ha punti di riferimento e finisce nel giro sbagliato. Io sono la ragazza omosessuale che è scappata dal paese e non trova il coraggio del coming out con la famiglia. Io sono il cinquantenne separato licenziato senza preavviso con un sacco di spese a carico.

Gli ultimi, quelli che la vita li ha sbattuti in fondo alla classifica, quelli fuori dai radar, quelli che non sono nati con la camicia. Per loro daremo ancora di più il nostro impegno.

San Vito, mi hai detto no. Ci ho sperato, questa speranza ha coinvolto tanti, ma non mi hai voluto. Devo accettarlo, dobbiamo accettarlo. Prendo il mio posto tra i banchi dell’opposizione. Nei prossimi anni dobbiamo continuare a conoscerci, ci sono cose che dobbiamo ancora scoprire l’una dell’altro. Sarà bello anche così.

Andiamo avanti!

Post Roberto Covolo ft