Emiliano: “Indice Rt tra i più bassi d’Italia ma non abbiamo anestesisti”

di Redazione

Il presidente della Puglia Michele Emiliano, in un’intervista a “Buongiorno” su Sky TG24, tranquillizza sulla situazione coronavirus nella sua regione: “Il dato dell’Rt è 1,06, tra i più bassi d’Italia”. E aggiunge: “Abbiamo un numero ancora elevato di terapie intensive disponibili in caso di bisogno”. Resta invece la preoccupazione per la carenza di operatori sanitari: “In Italia non abbiamo anestesisti, ma questo è per colpa di una politica di trent’anni”.

Emiliano se la prende con le ricostruzioni che hanno parlato di una situazione grave nella sua regione: “Dicono che la Puglia sarebbe la seconda regione più a rischio del Sud. Ma noi abbiamo ancora molti posti in terapia intensiva”, ha spiegato il presidente. Poi ha sottolineato: “L’ospedale della Fiera non ha la funzione di supportare le terapie intensive che devono essere dispiegate entro la fine del mese secondo il nostro piano, servono soprattutto a consentire agli ospedali più importanti, che hanno dovuto sospendere le attività ordinarie, a riprenderle nei mesi che verranno, e quindi al trasferimento di tutti i pazienti di TI in strutture più grandi, che consentano a un minor numero di anestesisti di presidiare più pazienti”. E ancora: “Noi abbiamo gli stessi decessi dell’Emilia Romagna, a parità di abitanti. Non ci sono differenze tra Nord e Sud. Siamo tutti sulla stessa barca, dobbiamo difenderci. In tutta Italia i dati sono dieci o undici volte quelli di aprile”.

Quanto alle particolarità della situazione nella sua regione spiega che i dati vanno letti anche alla luce di alcune decisioni che sono state prese nei mesi scorsi: “La Puglia viaggia 15 giorni di ritardo sui picchi, perché ha aperto le scuole 15 giorni dopo”. Va poi considerato che ci sono state anche le elezioni regionali: “Avremmo dovuto anticipare all’estate la campagna elettorale”, ha detto Emiliano.

Ma Emiliano ammette che i timori restano: “Certamente sono preoccupato. Non abbiamo anestesisti in Italia, ma questo è colpa di una politica di trent’anni che ha ridotto al minimo la sanità”. Il presidente della Puglia spiega dunque che i problemi maggiori sono di tipo organizzativo a causa della carenza del personale sanitario: “Durante una pandemia se tu hai pochi anestesisti non riesci a distribuirli su tante terapie intensive”.

Emiliano ha parlato anche della convergenza di Pd e M5S: “Dal 2013 sostengo che il fronte progressista in Italia deve restare unito. Ho sostenuto, sbeffeggiato da Pd e M5S, che l’unica soluzione per governare il Paese era unire Pd e M5S. Adesso ci siamo a Roma e quindi ci stiamo riprovando. Spero vada bene. Ieri in Puglia, invece, c’è stato l’inizio di un dialogo, poi saranno le loro regole interne a decidere se entrare in Giunta o no, noi abbiamo riservato una delega chiave come quella al Welfare. Spero che assumano questa responsabilità in un momento così difficile per la nostra regione”.

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