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Intervista – L’ex Assessore fa l’operazione verità: “Come detto da Borri, i soldi vanno dati a chi soffre, non ai nullafacenti. Ma non ci hanno ascoltato”
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Intervista – L’ex Assessore fa l’operazione verità: “Come detto da Borri, i soldi vanno dati a chi soffre, non ai nullafacenti. Ma non ci hanno ascoltato”

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BRINDISI – L’ex Assessore al Bilancio Cristiano D’Errico ha una concezione diametralmente opposta rispetto al Sindaco Rossi in merito all’operazione verità che l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto realizzare e che, almeno fino ad ora, secondo D’Errico sarebbe rimasta solo sulla carta. Un’idea che, secondo l’ex Assessore, il Sindaco conosceva bene, tanto da lasciarsi dietro una porta sbattuta a seguito di un alterco con il Primo cittadino.

“Il Sindaco sapeva bene come la pensassi, tant’è che ci siamo anche scontrati su un articolo che avevo scritto e che mi è stato censurato. Il mio pensiero è che ci sono alcune spese che vanno ripensate alla luce delle nuove esigenze. Quello che chiedevo era una spesa qualificata, interrogando anche gli utenti dei servizi e le parti sociali. Il mio punto di vista era noto perché tempo fa avevo presentato in una riunione di maggioranza un mio progetto di rivisitazione dei servizi, ma in quell’occasione il segretario cittadino del PD mi invitò ad occuparmi dei miei settori di competenza, pur avendo io già coinvolto nel ragionamento l’Assessore ai Servizi Sociali Lettori, e conoscendo Isabella sono convinto che sarebbe stata d’accordo con me. Se devo potenziare un servizio a valle di un’analisi dei bisogni, è ovvio che debba tagliarne altri. Mio malgrado devo quindi definire una graduatoria delle utilità. Ebbene, non tutti i servizi sono essenziali in egual misura. Chiedevo solo un maggiore efficientamento delle spese”.

A chiedere ciò, a dire di D’Errico, sarebbe stato anche Borri: “Lui ha fatto un discorso ancora più alto. Partendo dalle sofferenze e dalle povertà patite da città industriali come Brindisi, ha sostenuto che avevamo il dovere di revisionare la spesa senza dare soldi a nullafacenti e persone non meritevoli, ma di elargirle esclusivamente alle persone realmente bisognose. Su questo ci siamo confrontati in Giunta ma non è bastato”.

In merito alle osservazioni eccepite dal dirigente ai Servizi Finanziari Simeone, D’Errico si schiera con quest’ultimo: “Se sono di lana caprina le eccezioni sollevate da Simeone, perché la Giunta non ha approvato lo schema di bilancio? Simeone si è limitato a fare il suo mestiere. Visto che fino a prova contraria è una persona qualificata, non posso esprimere un giudizio negativo sulla sua relazione”.

D’Errico passa poi in rassegna la sua visione: “Avevo proposto una soluzione diversa rispetto a quella di inserire il milione di euro di ristoro promesso da Ager, e la mia idea era stata condivisa anche da Borri. Siccome l’accordo di programma tra Comune, Regione ed Ager è futuribile e non ancora formalizzato, nelle more avevo chiesto che, invece di inserire quel milione di euro aleatorio, venissero effettuati dei tagli temporanei su alcune spese per poi reinserirle con variazioni di bilancio. Rossi mi rispose che tagli non ne avrebbe fatti perché non voleva affrontare i sindacati. La mia proposta era quella di effettuare tagli su alcune spese riguardanti la Multiservizi, come ad esempio la riduzione degli straordinari ed altre misure inserite nella delibera d’indirizzo risalente ad agosto 2019. Bisognerebbe chiedere all’amministratore della BMS perché non si è dato seguito a quelle direttive e quindi al taglio sugli straordinari, così come richiesto di sovente dal dirigente nelle sue note. Così come avevo individuato io queste riduzioni per i settori di mia competenza, anche gli altri uffici e assessorati avrebbero potuto farlo, in modo tale da raggiungere la somma del milione di euro necessario, ma evidentemente ciò avrebbe costretto il Sindaco a confrontarsi. Il Primo cittadino infatti va in giro dai dirigenti con i pizzini, così esautorando il ruolo politico dei componenti della Giunta. L’unico che ha concordato con me è stato Borri, che ci ha fatto una lectio magistralis sullo stato di salute di Brindisi e su come dovrebbero essere spesi i soldi dei contribuenti, e che generosamente ha offerto 70.000 euro dei 140.000 a sua disposizione per la progettazione del Pug”.

In città ci si chiede perché non si riesce ad effettuare una reale operazione verità, soprattutto sulle partecipate. Ci sono troppe pressioni? Secondo l’ex Assessore non è quello il problema: “Sarebbe sufficiente avere un po’ di cognizione di gestione aziendale e capacità di dialogo. Non basta erogare servizi: bisogna garantire anche la continuità. Non basta metterci dentro dei soldi, serve un’operazione di efficientamento. Non si può rimandare sempre e pensare di avere a disposizione tutto il mandato per intervenire; serve rapidità d’intervento. Oggi la BMS, che ha in sé l’Energeko, ha 26 amministrativi e 40 non idonei: con queste condizioni non si può nemmeno pensare di metterla sul mercato. Detto ciò, la BMS non è a rischio liquidazione, ma si deve intervenire. La mancanza di liquidità è un campanello d’allarme ma ritengo la situazione assolutamente sanabile”.

In merito al futuro prossimo, rappresentato dal commissario ad acta, D’Errico infine afferma:”Mi auguro che il commissario ad acta vada oltre il compitino e prepari un bilancio che consenta al Comune di ripensare le spese per i servizi, aumentandone la qualità. Il commissario ha una traccia da seguire che è contenuta nel Piano di riequilibrio pluriennale. Il Covid non può essere un alibi per i bilanci del 2021 e del 2022. Il punto è solamente uno: dire o non dire la verità”.