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Quarta (NIDil Cgil Brindisi) sui navigator: “Non si sprechi il capitale umano a disposizione”
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Quarta (NIDil Cgil Brindisi) sui navigator: “Non si sprechi il capitale umano a disposizione”

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La NIDil CGIL Brindisi fa sapere che il prossimo 30 aprile scadrà il contratto di collaborazione per 2700 lavoratori, di cui ben 248 operativi nella regione Puglia, 21 nella provincia di Brindisi, assunti a seguito di selezione pubblica a partire dal 30.07.2019 da Anpal Servizi S.p.a.

Secondo il segretario Luciano Quarta, è necessario “diffondere un differente punto di vista rispetto alla narrazione che si sta facendo a media unificati: si tratta di figure tecniche all’interno dei servizi per l’impiego che potrebbero avere un ruolo chiave nell’alveo delle politiche attive del lavoro e che invece, sin dalla loro assunzione, si sono trovati e si trovano costantemente a doversi difendere da incessanti attacchi da parte dei mass media ed esponenti politici. Le statistiche illustrano che tali lavoratori, denominati ‘Navigator’, sono tutti laureati, per il 54% donne ed in larga maggioranza under 35.”

Secondo i dati Anpal e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la provincia di Brindisi ha risultati superiori alla media regionale una delle più alte in Italia, la migliore fra le Regioni del Mezzogiorno, per il numero di beneficiari che sono riusciti a sottoscrivere almeno un contratto di lavoro, rapportato al numero totale dei beneficiari occupabili, numeri vicini al 40% rispetto a quasi 10.000 beneficiari.
“Si tratta di perfomance importanti – commenta Quarta – che dovrebbero spingere a strutturare la misura piuttosto che dileggiarla e che smentiscono la narrazione del reddito come strumento unicamente assistenziale.”

Per il segretario, tale figura potrà essere fondamentale nell’ambito del Piano nazionale ripresa e resilienza, nato in Italia per intercettare i fondi Next Generation UE.

“È davvero imperdonabile  – conclude Quarta – l’assoluta mancanza di considerazione del futuro occupazionale di questi 2700 lavoratori da parte delle Istituzioni preposte,  se si consentirà che vada sprecato un capitale umano già formato e che può annoverare al suo interno varie categorie di professionisti in opera già da 18 mesi, si produrrà nel mercato del lavoro una sconsiderata perdita di competenze che risulta deprecabile, specie nell’attuale situazione pandemica la quale ha soltanto aggravato una situazione occupazionale ed economica già critica in molte aree del Paese.”