Home Politica Il Paguro Democratico e l’esigenza di trasferirsi in casa di altri: dall’ex AN Marino al compagno Rossi al M5S, il PD non sa più esprimere un Sindaco proprio
Il Paguro Democratico e l’esigenza di trasferirsi in casa di altri: dall’ex AN Marino al compagno Rossi al M5S, il PD non sa più esprimere un Sindaco proprio
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Il Paguro Democratico e l’esigenza di trasferirsi in casa di altri: dall’ex AN Marino al compagno Rossi al M5S, il PD non sa più esprimere un Sindaco proprio

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BRINDISI – Da quanto tempo il PD di Brindisi non esprime convintamente un proprio candidato Sindaco? A livello nazionale come a livello locale, il PD è costretto a fare il paguro, ad insediarsi ogni volta in una casa non propria per sopravvivere al vuoto pneumatico che oramai esprime: politicamente e numericamente. Il Paguro Democratico di Brindisi è stato l’antesignano di questa moda/esigenza di aggrapparsi a nomi e forze esterne alla propria storia e cultura. Infatti, se il PD di Zingaretti ha legato a doppio filo la sua esistenza all’inqualificabile (nel senso di non qualificabile politicamente) Giuseppe Conte, il Paguro Democratico di Brindisi questa operazione la perpetua da anni. Prima prendendo in prestito l’ex Alleanza Nazionale Nando Marino, poi il compagno comunista (o giù di lì) Riccardo Rossi, e tra due anni non è da escludere (anzi, se avete 1 euro da scommettere, puntatelo su questa opzione) che il “proprio” candidato Sindaco possa essere un esponente del M5S.

Piccola storia triste di un partito che voleva spiccare il volo come una colomba e che ha finito per elemosinare la propria sopravvivenza come un paguro.