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Inaugurazione di un bar in zona rossa: arrivano le scuse del sindaco ma le opposizioni ne chiedono le dimissioni
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Inaugurazione di un bar in zona rossa: arrivano le scuse del sindaco ma le opposizioni ne chiedono le dimissioni

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Dopo le segnalazioni pervenute nei giorni scorsi, è intervenuta la Questura di Brindisi che ha disposto la chiusura del bar e la sanzione di 400 euro per titolare, parroco, sindaco, vice sindaco e gli altri presenti.

LA VICENDA

È stato il presidente dell’associazione “Per San Pietro” il primo a criticare il comportamento del sindaco che “autorizza e presenzia, in zona rossa e in piena emergenza Covid, un’inaugurazione di un’attività commerciale, violando, presumibilmente, le normative per la gestione del covid 19”. Questa l’accusa di Alberto Liaci nella serata di ieri che denunciava non solo l’interpretazione della legge ad personam “ma anche il segnale politico e di cattivo esempio verso i propri concittadini e i tanto bistrattati giovani”.

“Abbiamo bisogno – concludeva Liaci – di un cambio di passo per affrontare meglio le ripercussioni della pandemia. C’è bisogno di ascoltare le difficoltà e le situazioni che vivono i cittadini, le imprese e le associazioni al fine di aprire un dialogo costruttivo e costruire una comunità che sappia: progettare, innovare e costruire modelli sostenibili di economia circolare, garantendo trasparenza nei processi amministrativi e promuovendo azioni di solidarietà”.

LE SCUSE DEL SINDACO

Dopo la polemica social e l’intervento della Questura, in una lettera pubblicata sul sito comunale, il sindaco ha voluto porgere le proprie scuse all’intera cittadinanza.

Nella difficile situazione che tutti stiamo vivendo da più di un anno ormai a causa della pandemia, con ancora maggior forza abbiamo sentito infatti il dovere morale di sostenere la nostra comunità e la nascita di nuove realtà, perché dietro l’apertura di quel locale c’è il coraggio di una giovane donna e madre. C’è la storia di una nostra concittadina che, nonostante le vicissitudini che la vita le ha riservato, non si è persa d’animo ed ha deciso di impegnarsi in un progetto, cercando dignità nel lavoro e non nell’assistenzialismo dello Stato.
Dopo la benedizione del Parroco e l’augurio del Sindaco, è stato chiesto di condividere un brindisi di augurio, ed il pensiero per il tragitto di vita della giovane donna, la consapevolezza del rischio dettato dal momento, il ricordo del dramma vissuto dalla famiglia in passato (un investimento naufragato per colpa di un corto circuito), ha sopraffatto ogni altro pensiero e il ruolo istituzionale rappresentato. Non ci rimproveriamo di aver fatto sentire la presenza delle Istituzioni ad un imprenditore. Chiediamo scusa – conclude il sindaco – per aver voluto alzare un calice ed augurarle buona fortuna, in un contesto emotivo che ha preso il sopravvento.“

LA REAZIONE DELLE OPPOSIZIONI

A stretto giro arriva anche la nota dei gruppi consiliari di opposizione secondo i quali “non si può colpevolizzare la cittadinanza che non rispetta le regole se poi non si è i primi a onorarle quelle regole”.

Pare che non sia la prima volta che il sindaco violi le norme anticovid: le opposizioni ricordano infatti di aver assistito a “consigli comunali con esponenti della maggioranza privi di mascherina e quando abbiamo invitato li stessi ad indossarla la risposta è stata: ‘ma noi ci baciamo!’.”

Per i gruppi consiliari  di minoranza  “il Sindaco non è in grado in nessun modo di gestire l’emergenza, soprattutto adesso che, proprio a causa del suo comportamento, ha perso autorevolezza agli occhi della cittadinanza” e per questo motivo ne chiedono le dimissioni.

Luigi Epifani