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Riva Destra risponde al nostro editoriale sul DDL Zan
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Riva Destra risponde al nostro editoriale sul DDL Zan

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BRINDISI – Caro direttore, con estremo rammarico abbiamo letto le sue riflessioni sul DDL Zan. Infatti solitamente è persona abituata ad approfondire le problematiche e lo fa spesso con una certa onestà intellettuale.

Invece nel caso di specie il suo editoriale è un insieme di luoghi comuni e banalità sia sul merito della contestatissima legge – anche dal mondo femminista e associazioni lesbiche che notoriamente non sono di destra – che sulla destra politica in generale.

Ma ciò che dispiace maggiormente è che proprio lei, che ha sempre addebitato all’amministrazione comunale l’attribuirsi una presunta ed ingiustificata superiorità morale tipica di una certa sinistra arricchita, ora se ne faccia invece paladino e ne ripercorra le orme, definendo il mondo della destra come intollerante ed aduso ad atti discriminatori. Certo le sue espressioni meriterebbero ben altre tutele che non una pubblica riflessione come questa per quanto diffamatorie e lesive. Ma ci piace confrontarci e non imporci (stile dl Zan).

Caro direttore, oltre a copia/incollare gli articolati della legge, come farebbe un qualsiasi scolaretto, sarebbe opportuno comprenderne il significato e la portata sociale, oltre che giuridica. Legga, riporti e pubblichi anche cosa ha detto la stessa Murgia in proposito! Ne rimarrà stupito.

Illustri giuristi hanno affermato che il DDL Zan è per certi versi palesemente incostituzionale e per altri le tutele che intende perseguire sono già presenti nel nostro ordinamento. Gli scopi quindi, sono ben altri.

Ed anche il legislatore stesso nelle vesti dell’onorevole Zan è ben conscio della confusione che sovraintende la proposta normativa, tanto da pretendere di imporre per legge una definizione “genere”, “orientamento sessuale” e, addirittura, “identità di genere”, concepita come “l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso”. Cosa significa? Mistero… si lasciare all’arbitrio di chi deve applicarla concretamente, il compito di definire ciò che al legislatore stesso è ignoto.

L’arbitrarietà di queste impostazioni sarebbero di per sé sufficienti a ridurla a mero capriccio piuttosto che a norma di tiratura nazionale.

Vede caro direttore, ciò che sta a cuore alla destra e che il DDL Zan invece odia è la libertà. La libertà di educare i propri figli senza che lo Stato intervenga a imporre come farlo, di essere uguali davanti alla legge senza la necessità di definizioni, senza che venga imposto un coprifuoco privo di ragioni razionali e scientifiche. Questa è la destra e chi – come lei – non la condivide se ne faccia finalmente una ragione e ci risparmi le lezioncine. Visti i commenti sul gruppo servono più ad altri.

Lei è persona che nel proprio lavoro entra nel dettaglio dell’argomentazione, incalzando l’interlocutore politico di turno mostrando di non dover chiedere niente a nessuno. Gliene rendiamo atto, peccato però che in quest’occasione, abbia scavalcato questa sua impostazione.

Riva Destra Brindisi