Home Politica Amati: “Brindisi non si salverà se la gran parte della sua classe dirigente non riuscirà a sollevarsi da uno sterile sentimento d’invidia nei confronti di chi fa qualcosa. Squadrismo contro di me”
Amati: “Brindisi non si salverà se la gran parte della sua classe dirigente non riuscirà a sollevarsi da uno sterile sentimento d’invidia nei confronti di chi fa qualcosa. Squadrismo contro di me”
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Amati: “Brindisi non si salverà se la gran parte della sua classe dirigente non riuscirà a sollevarsi da uno sterile sentimento d’invidia nei confronti di chi fa qualcosa. Squadrismo contro di me”

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BRINDISI – Il Consigliere regionale Fabiano Amati, dopo gli attacchi subiti nel corso del Consiglio comunale di ieri sulla vicenda Snam-Torre Rossa, ci affida alcune sue considerazioni in risposta.

“Il fascismo e lo squadrismo di destra e di sinistra si è alleato contro di me e contro tutte le persone più deboli e povere. Screditare le persone per la frustrazione di non poter contrastare le sue idee, è fascismo. È in atto uno scontro tra i poteri forti della nullafacenza contro i profeti del più originario senso dell’umanità e del fare: stare dalla parte delle persone più deboli per portarli a vivere meglio.
Brindisi non si salverà se la gran parte della sua classe dirigente non riuscirà a sollevarsi da uno sterile sentimento d’invidia nei confronti di chi fa qualcosa: certo, è umano provare invidia, bisogna però avere la capacità di usare quel sentimento in modo attivo, cioè porsi in concorrenza nella concretezza per fare meglio e di più di chi s’invidia.
In politica la virtù della produzione di fatti e di concretezza non può essere sostituita dal vizio del posizionamento senza fatti e senza realtà, perché la produzione è vitalità ben oltre la vita dei singoli mentre il posizionamento si ferma e si dimentica non appena si varcano le porte dei cimiteri.
Io continuerò e chissà se alla fine non riusciremo a portare con i fatti anche un cambiamento nei metodi, aprendoci ai sorrisi e tombando negli abissi le parole orientate dal malumore”.