Home Economia e lavoro Porto Edison, leggendo il verbale la partita sembra tutt’altro che chiusa. Ecco perché…
Edison, leggendo il verbale la partita sembra tutt’altro che chiusa. Ecco perché…
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Edison, leggendo il verbale la partita sembra tutt’altro che chiusa. Ecco perché…

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BRINDISI – Leggendo il verbale a monte del parere rilasciato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici si ottiene un quadro fumoso e contrastante della situazione.

Non sappiamo cosa si siano detti nel corso della seduta plenaria, ma nel documento ufficiale non si fa cenno di quello di cui ha parlato il Sindaco nell’intervista rilasciata sul Quotidiano, ovvero delle interferenze dell’impianto con i binari, della necessità di sottoporre il progetto a Via perché i limiti previsti sono del 30% inferiori nelle aree a rischio come Brindisi. Questioni aperte, queste, non di competenza del Consiglio superiore, che dovranno pertanto essere affrontate dal Ministero per la Transizione Ecologica e dalla Commissione tecnica regionale con il Sindaco che ha chiesto il ritiro in autotutela nel Nulla Osta di Fattibilità già rilasciato.

Le uniche cose che il Consiglio superiore mette nero su bianco sono l’opportunità di: non intasare l’area di Costa Morena Est con un altro impianto dato che potrebbe sussistere la circostanza che si trovino a effettuare contestualmente le operazioni di carico e scarico la Ipem (GPL), l’autorizzanda Brundisium (gasolio e benzina, che però a sentire le istituzioni nessuno sembra volere) e appunto Edison (gnl); rispettare le indicazioni del Prp che prevede che Costa Morena Est sia area commerciale e per container e Capobianco area per insediamenti energetici.

Epperò per Ipem è previsto nel Piano triennale delle opere pubbliche lo spostamento verso il porto esterno con il raddoppio del molo Polimeri e riguardo l’impianto di Brundisium non si comprende perché quello potrebbe essere realizzato a Costa Morena Est in area commerciale e l’impianto di Edison no.

Insomma, il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha messo nero su bianco indicazioni molto blande, senza scendere nel merito della valenza del Prp come strumento urbanistico o meno (anche perché il Consiglio di Stato ma anche il Consiglio superiore hanno specificato nel recente passato che il Prp non ha valore cogente di pianificazione urbanistica).

Limitandosi a leggere il verbale, insomma, si ha la sensazione che la partita in sede ministeriale possa essere ancora aperta. E si spera che sia così perché un ipotetico trasferimento dell’impianto a Capobianco, qualora Edison fosse disponibile, significherebbe sottrarre gran parte di quella preziosa zona franca doganale ad attività potenzialmente impattanti positivamente sul futuro economico della città (vedi l’interessamento già palesato dalla Falck con l’affaire l’eolico off-shore e Msc per il feederaggio).