Home Politica Rossi non è più intoccabile? Centrodestra senza FdI? Tra suggestioni e voci messe in giro ad arte da chi si sente ai margini
Rossi non è più intoccabile? Centrodestra senza FdI? Tra suggestioni e voci messe in giro ad arte da chi si sente ai margini
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Rossi non è più intoccabile? Centrodestra senza FdI? Tra suggestioni e voci messe in giro ad arte da chi si sente ai margini

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BRINDISI – Come riportato da L’Edicola del Sud e dal Quotidiano, nelle ultime ore sta accadendo di tutto nella politica brindisina. I colpi di scena si susseguono quotidianamente e alcune voci, forse messe in giro ad arte da parte di chi al momento rischia di finire ai margini dei giochi, avrebbero del clamoroso. Secondo questi inquinatori di pozzi starebbe prendendo piede un’ipotesi parecchio suggestiva: nel centrodestra si sarebbe sondata la disponibilità di più figure di garanzia che possano guidare una “maggioranza Ursula” in salsa locale. I due nomi caldi (probabilmente da bruciare) sarebbero quelli del questore di Bergamo – ma con natali brindisini – Stanislao Schimera e del vice-questore di Brindisi, Alberto D’Alessandro. Da tempo, in effetti, si assiste ad una sorta di patto di non belligeranza tra Pd e Forza Italia, con il circolo cittadino del Partito Democratico che non si è risparmiato in ringraziamenti pubblici all’indirizzo dell’onorevole forzista Mauro D’Attis per aver – ad esempio – sollecitato la ministra per il Sud, Mara Carfagna, a riattivare il tavolo per il Cis Brindisi-Lecce. Ma questo non significa che ci sia già una trattativa come sta invece accadendo in Sicilia. Ci certo la fuga di notizie non dispiace (o addirittura fa comodo) trasversalmente.

L’ipotesi di coalizione allargata nascerebbe attorno al triumvirato Pd-Fi-Lega, con quest’ultima che potrebbe anche presentarsi attraverso una lista civica. Il senatore Marti, d’altronde, già altre volte ha portato avanti operazioni simili, cercando e trovando la sponda di Michele Emiliano, come nel caso di Nardò. Il governatore regionale, pur avendo in più occasioni espresso il proprio gradimento nei confronti di Riccardo Rossi, probabilmente non disdegnerebbe l’idea di sostenere la candidatura a sindaco di un servitore dello Stato che conosce bene. Ciò, soprattutto davanti ad un progetto che consentirebbe un ingresso anche del M5S, il quale con la ricandidatura di Rossi resterebbe sulle barricate. E in verità Rossi e Bbc sarebbero mal digeriti da diversi potenziali partner, con fronde anti Rossi presenti anche nel Pd. Ma da qui a dare per avanzata l’operazione ce ne vuole. Più probabile che si tratti di armi di pressione, che però danno forma a una notizia: Rossi non è più intoccabile per il Pd, così come per una parte del centrodestra FdI non sarebbe poi così necessaria. Ma per assistere a scelte ufficiali, bisognerà attendere almeno l’autunno prossimo.

Seguendo queste ipotesi, fuori dalla “coalizione Ursula” resterebbero Riccardo Rossi con il suo movimento e Fratelli d’Italia, quest’ultima sempre più isolata nel centrodestra. Dopo la sintonia palesata nelle scorse settimana tra la Lega e i rappresentanti locali del partito di Giorgia Meloni, sugellata anche da selfie e dichiarazioni di stima reciproca, negli ultimi giorni il quadro è cambiato sensibilmente: «È il centrodestra nelle sue componenti tradizionali e storiche – spiega il commissario cittadino del carroccio, Mimmo De Michele – che deve compiere le scelte. Le primarie si farebbero solo se tutti i partiti di centrodestra si trovassero d’accordo». Concetti rafforzati dal capogruppo in consiglio comunale della Lega, Ercole Saponaro: «Dal primo incontro di gennaio ad oggi abbiamo riscontrato delle forzature da parte di FdI e per questo non abbiamo partecipato più a quei tavoli (che vedevano la presenza di Brindisi al Centro e del Movimento Regione Salento e l’assenza di Forza Italia e Idea, ndr). Non vogliamo dialogare solo con le civiche. Per noi la priorità è non rompere con le forze storiche del centrodestra. Se Fratelli d’Italia vuole il sostegno di un proprio candidato, allora deve passare dal tavolo del centrodestra. Il nostro sforzo è diretto a trovare assieme alle altre forze politiche un candidato moderato condiviso da tutti». Come si concilierà questo con le dichiarazioni di Giorgia Meloni, riprese dai rappresentanti locali di FdI, secondo cui i tavoli regionali non devono interferire con gli accordi presi nelle singole città? Ma soprattutto, davvero Emiliano e il Pd sarebbero pronti a scaricare Riccardo Rossi? Considerando che la politica è l’arte dell’impossibile e che le conferme arrivano da più parti, parrebbe proprio che l’operazione rappresenti più di una semplice suggestione.