Home Cultura Melissa ha come genitori due supereroi. La bellezza vince sempre sulla banalità del male
Melissa ha come genitori due supereroi. La bellezza vince sempre sulla banalità del male
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Melissa ha come genitori due supereroi. La bellezza vince sempre sulla banalità del male

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BRINDISI – Troppo pochi dieci anni per lenire un dolore troppo grande. Una bomba, davanti ad una scuola. Già così è una storia inaccettabile. Melissa Bassi aveva quasi 16 anni quel sabato 19 maggio del 2012. La domenica davanti, l’estate alle porte e una valigia piena di spensieratezza, entusiasmo e sogni da realizzare. Il fatto è che da questa storia, ovvero quella di un uomo – Giovanni Vantaggiato – che decide che quella mattina qualche giovane vita dovrà essere spezzata senza un motivo reale, le comunità di Brindisi e Mesagne faticano a trarne un insegnamento, una morale. È accaduto qualcosa che non si può elaborare appieno: tutti coloro i quali hanno presenziato alla commemorazione del decennale davanti alla scuola Morvillo-Falcone hanno provato a caricare di significati quanto accaduto quella mattina. La verità è che le due comunità sono ancora disorientate da un gesto senza senso e da una morte troppo ingiusta, che non lascia in dote una pedagogia e che non lascia spazio neppure all’autoconsolatoria illusione di poter adottare contromisure perché non accada mai più, tanto è stato imponderabile.
Per fortuna, però, esistono i supereroi. Come altro definire mamma Rita e papà Massimo? Piangono durante tutta la manifestazione, ma sono lì al loro posto anche questa volta, come sempre in questi dieci anni. Troppe emozioni, alimentate anche dalle esibizioni di tanti ragazzi che hanno partecipato attivamente, mettendo in mostra le proprie doti artistiche sul palco allestito o anche solo lasciandosi andare a tenere lacrime nei momenti più toccanti. Mamma Rita e papà Massimo hanno scelto le piante da mettere a dimora all’ingresso della scuola, i colori dei vestiti realizzati dai ragazzi della scuola e dei murales dedicati a Melissa. Loro ci sono sempre stati, per tutti, per loro stessi, per Melissa, che ricordano come «una ragazza con la testa sulle spalle». «Era tutto, è una ferita che non si chiuderà mai, ma Melissa va ricordata ogni giorno, e così sarà per sempre», dichiarano commossi.
Alla manifestazione era presente anche il professore di Melissa, Francesco Sion: «Era una delle più brave della classe, era eccezionale, educatissima, eccellente sotto tutti i punti di vista, un esempio per gli altri. Ci è voluto parecchio tempo per tornare alla normalità in quella classe; per fortuna arrivarono subito le vacanze estive».
L’autore del folle gesto si chiama Giovanni Vantaggiato. Gli è stato comminato l’ergastolo. Cataldo Motta, allora procuratore della Dda di Lecce a capo delle indagini che lavorò per consegnarlo alla giustizia, ricorda quei giorni: «Le forze di polizia lavorarono una accanto all’altra. Fummo fortunati perché spesso anche le indagini più attente e approfondite non portano a risultati. In quel caso, invece, ci permisero di lavorare così bene che riuscimmo a stanare l’autore di quell’atto meschino».
Quello che è certo è che da questo evento traumatico ne è scaturita un’onda emotiva che giunge fino ai nostri giorni e che continua a produrre bellezza. Dopo un partecipatissimo corteo dal tribunale alla scuola Morvillo-Falcone, infatti, i genitori di Melissa hanno scoperto un mosaico esposto sul muro, nel punto in cui fu piazzato l’ordigno (nascosto all’interno di un cassonetto per la raccolta differenziata). Successivamente si è svolta la cerimonia di intitolazione della palestra, accompagnata dall’inaugurazione di due murales. Poco dopo, su un palco allestito davanti all’ingresso della scuola, ha avuto inizio la manifestazione commemorativa, che ha visto gli interventi delle autorità e l’esibizione di giovani artisti brindisini, che hanno voluto ricordare Melissa attraverso un’espressione artistica. E forse, da questa storia, possiamo cogliere proprio questo: la bellezza non sfiorisce mai, neppure davanti alla banalità del male.