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Servizi sociali, Rossi tuona: “San Vito faccia la sua parte. Non accetterò tagli ai servizi”
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Servizi sociali, Rossi tuona: “San Vito faccia la sua parte. Non accetterò tagli ai servizi”

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BRINDISI – Il sindaco di Brindisi non ci sta: secondo Riccardo Rossi, la situazione dei servizi sociali dell’Ambito Br1 non è quella descritta dalla sindaca di San Vito, Silvana Errico. Affinché i servizi mantengano gli attuali standard qualitativi ed i lavoratori possano riporre le proprie paure rispetto alle ricorrenti voci di tagli, per il primo cittadino di Brindisi è necessario che il Comune di San Vito faccia la sua parte in termini di contributi economici, cosa non avvenuta in passato.

«Il tema principale – spiega Rossi – è la sostenibilità economica dei servizi dell’Ambito Br1. Abbiamo fatto un bilancio, che è stato sottoposto anche al sindaco di San Vito, da cui emergono in maniera evidente i seguenti numeri: a fronte di un rapporto che vede l’Ambito per l’80% composto dagli abitanti di Brindisi e per il 20% da quelli di San Vito, le quote di contribuzione dei due Comuni, rispettando questi rapporti, prevedono circa 1,6 milioni di euro di contributo dal Comune di Brindisi e 400.000 euro dal Comune di San Vito. Quello che si è sempre verificato in questi anni – e che è emerso da una ricostruzione effettuata – è invece che il Comune di San Vito ha contribuito per 110.000 euro l’anno. Non voglio rivangare il passato. Il dato è che per mantenere gli attuali servizi e garantire la platea storica occorrono circa due milioni di euro da parte dei due Comuni e vanno rispettati i rapporti. Non si può continuare come in passato, ognuno deve fare la propria parte per quanto previsto. Noi l’abbiamo fatta e siamo pronti a farla anche in futuro».

Parole che mettono in allarme i lavoratori, che Rossi rivendica di aver sempre tutelato grazie ai grandi sforzi compiuti dall’Amministrazione comunale, a partire dalle proroghe dei servizi. Adesso, però, ci sono da bandire le gare e bisogna reperire le risorse: «Il Comune di Brindisi, in questo impasse, ha garantito – prosegue Rossi – la proroga al 30 giugno dei servizi che scadevano il 31 marzo, sostanzialmente facendosene carico completamente da un punto di vista economico. Abbiamo dimostrato un grande senso di responsabilità. Adesso dovremo predisporre le gare, ma al momento sono ferme perché per poter fare le gare, ognuno deve fare la sua parte. Diminuire le risorse significa diminuire i servizi. I numeri hanno la testa dura: per poter far stare tranquilli i lavoratori, occorre impiegare le corrette risorse. Nelle scorse ore ho parlato di questo impasse anche con l’assessore regionale Barone. Per costituire il consorzio, l’ultimo dei problemi è la poltrona di presidente, tra l’altro gratuita. Il vero problema sono le risorse e la sostenibilità economica dei servizi. La stazione appaltante potrebbe essere l’Ambito, con la clausola che i servizi saranno gestiti dal consorzio non appena sarà pronto. I lavoratori non si devono preoccupare solo perché c’è il Comune di Brindisi che ha sempre fatto il massimo. Di certo, come ho detto all’assessore Barone, non consentirò una riduzione dei servizi».