Home Politica ACT Blade, il Comune verso una clamorosa retromarcia? Serra: “Sarebbe una figuraccia. Sempre sospettato che quei pareri avessero poco di tecnico”
ACT Blade, il Comune verso una clamorosa retromarcia? Serra: “Sarebbe una figuraccia. Sempre sospettato che quei pareri avessero poco di tecnico”
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ACT Blade, il Comune verso una clamorosa retromarcia? Serra: “Sarebbe una figuraccia. Sempre sospettato che quei pareri avessero poco di tecnico”

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BRINDISI – Il Comune di Brindisi pare in confusione totale. Secondo ricostruzioni giornalistiche del Quotidiano, infatti, dopo l’incontro con ACT Blade, sarebbe emersa la disponibilità dell’ente di tornare sui propri passi, facendo finta che i pesanti vincoli di natura tecnica eccepiti nel proprio parere non siano mai stati scritti, così legittimando, di fatto, quei politici che hanno sempre sostenuto che i pareri del Comune avessero una natura politica più che tecnica. Perché non si può sostenere che gli insediamenti produttivi non possono avvenire entro 300 metri dal mare così come disposto dal Pptr (quando invece si sa bene che ciò non vale in area portuale), che l’investimento non è congruo con la destinazione d’uso del Prp (quando invece si sa bene che gli investimenti in area Zes vanno in deroga agli strumenti urbanistici) e che l’insediamento viola la fascia di rispetto prevista per la tutela del capannone Montecatini e dell’area archeologica e poi rimuovere come nulla fosse tali vincoli di NATURA TECNICA. Ma scherziamo? Tra l’altro si sapeva benissimo anche che ACT Blade si trasferirà nella Zfd Enel ben prima che siano pronti i nuovi accosti di Sant’Apollinare, quindi non c’era bisogno di un accordo formale tra le parti su una concessione breve per sbloccare la situazione, perché è sempre stato nell’interesse di ACT Blade spostare l’insediamento produttivo da Sant’Apollinare prima che i nuovi accosti siano pronti.

Sul punto è intervenuto causticamente l’ex Cinquestelle Gianluca Serra, che per spegnere le polemiche alimentate anche da qualche operatore portuale, aveva già rilevato nei giorni scorsi che si poteva tranquillamente procedere con una concessione quadriennale. Serra, in un post, ha commentato così la notizia: “Dopo grandi approfondimenti, i nostri eroi hanno partorito un’idea illuminante: procedere con una concessione breve (chi lo avrebbe mai detto… vedasi mio precedente post). Anche un bambino poteva capire che la polemica era strumentale, dato che ACT Blade aveva inserito nel suo business plan il trasferimento nella zona franca doganale Enel nel 2025 e dato che i nuovi accosti saranno pronti, se va tutto bene, nel 2026. Ma niente, è più forte di loro: devono dire di NO, salvo poi esporsi a figuracce, rimangiandosi pareri tecnici che, come sempre sospettato e sostenuto, di tecnico hanno poco”.