Home Politica Aumenti Tari per i brindisini. Il centrosinistra li ha nascosti in questi anni grazie ai fondi Covid. Adesso i nodi della cattiva gestione dei rifiuti vengono al pettine
Aumenti Tari per i brindisini. Il centrosinistra li ha nascosti in questi anni grazie ai fondi Covid. Adesso i nodi della cattiva gestione dei rifiuti vengono al pettine
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Aumenti Tari per i brindisini. Il centrosinistra li ha nascosti in questi anni grazie ai fondi Covid. Adesso i nodi della cattiva gestione dei rifiuti vengono al pettine

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BRINDISI – Venuti meno gli stanziamenti statali per il Covid, i brindisini si ritroveranno a pagare quest’anno una Tari mediamente più alta del 10-15%.

Il costo della Tari, tuttavia, non è aumentato quest’anno. È accaduto che lo scorso anno il Comune usufruì di circa 2,5 milioni di euro di fondi governativi. Stessa cosa nel 2021, quando l’ente utilizzò 1,4 milioni di euro di contributi per il 2020 non utilizzati e 1,2 milioni di contributi per le chiusure causa Covid. Terminata la pandemia, l’ente non potrà più beneficiare di quelle somme, pertanto quei 2,5 milioni utilizzati per coprire l’aumento del costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti dovranno adesso essere corrisposti dai brindisini.

L’incremento è stato determinato principalmente dai maggiori costi di smaltimento dei rifiuti e dallo spostamento dei recapiti finali assegnati al Comune di Brindisi. Il problema principale che sconta la città è legato alla mancanza di discariche e impianti per il trattamento. Ma anche la bassa percentuale di differenziata non consente di abbattere l’ecotassa.

La questione del maggiore costo del servizio si presentò in maniera manifesta nel 2021. A denunciarlo furono i consiglieri comunali del M5s Gianluca Serra, Tiziana Motolese, Paolo Antonio Le Grazie. «Ancora una volta – dichiararono in una nota – il sindaco Rossi e la maggioranza preferiscono mettere la polvere sotto il tappeto e nascondere ulteriori aumenti dei costi del servizio di igiene pubblica che si avranno con l’eventuale conguaglio rispetto alle tariffe Tari di quest’anno». Il Piano economico-finanziario che presentò il gestore del servizio nel 2021, infatti, prevedeva costi per circa 19 milioni di euro, mentre le previsioni del Comune di Brindisi erano di 17 milioni circa. «Sussiste dunque – facevano notare i pentastellati – una differenza di quasi due milioni di euro su quelli che saranno i costi per il servizio finanziato dalla Tari. Si sta rinviando un problema che finirà, comunque, per scaricarsi sulle tasche dei cittadini». Così è stato.

Il centrosinistra ha fallito in pieno in questo ambito: governava il Pd quando ci fu il sequestro degli impianti; governava il Pd quando in questi anni la differenziata è crollata e gli abbandoni indiscriminati sono aumentati; governa la Regione il Pd da otto anni, senza riuscire ancora a stabilire – dopo tante promesse risalenti all’Emiliano 1 – quando saranno pronti i nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti. E a proposito di ciò, in un’intervista Rossi afferma che gli introiti previsti dalla sua amministrazione con la tassa d’imbarco aeroportuale e l’aumento dell’addizionale comunale Irpef sarebbero serviti anche per pagare il milione per la gestione della discarica di Autigno. La Regione, infatti, dopo aver elargito nel 2020 un contributo di 650.000 euro per la discarica così da aiutare Rossi in un momento di difficoltà politica e di gestione dei conti comunali (si ricorderà lo scontro con l’assessore D’Errico e il dirigente Simeone e l’arrivo del commissario straordinario per redigere il bilancio), se n’è lavata le mani negli anni successivi.

Non c’è che dire: un vero disastro targato centrosinistra. Il centrodestra sarà in grado di fare meglio?