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Le associazioni ambientaliste al ministero dell’Ambiente: “Risposta poco documentata”
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Le associazioni ambientaliste al ministero dell’Ambiente: “Risposta poco documentata”

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BRINDISI – La pronta risposta della dott.ssa Marilena Barbaro, direttore generale del Ministero dell’Ambiente alla “sollecitazione” del presidente dell’Autorità di sistema portuale del basso Adriatico Patroni Griffi in merito al deposito costiero di GNL di Edison nel porto di Brindisi, appare preconfezionata e ben poco documentata, non dissimile da quella del sottosegretario del Ministero dell’Ambiente Claudio Barbaro, ad una interrogazione dell’On. Bonelli. Non sappiamo se fra i due vi sia un vincolo di parentela.

La risposta appare preconfezionata e non documentata perché non cita affatto la richiesta di riesame, approvata all’unanimità nel consiglio comunale di Brindisi, ma soprattutto non risponde alla criticità richiamate nell’atto consiliare sopra citato.

Per di più il Ministero dell’Ambiente e la commissione VIA-VAS dello stesso Ministero non hanno potuto compiere una analisi tecnica approfondita sul progetto, perché “artificiosamente” si è dichiarata una capacità di stoccaggio di 19.950 metri cubi (poi ridotta a 19.500 metri cubi), restando appena sotto i 20.000 metri cubi che impongono la VIA nazionale, mentre un similare progetto di Edison nel porto di Napoli, appena superiore a tale soglia, ha ottenuto un giudizio di compatibilità ambientale negativo ed il rigetto dell’istanza da parte del Ministero dell’Ambiente.

La dott.ssa Marilena Barbaro può facilmente reperire la documentazione e verificare che alcune valutazioni critiche che hanno portato al rigetto dell’istanza, quali la necessità di ridurre gli impatti ambientali in un sito di interesse nazionale ai fini della bonifica e l’assenza di specifica destinazione per tali impianti nel piano regolatore del porto, sono assolutamente sovrapponibili per quel che concerne il porto di Brindisi.

Oltre tutto, il piano di risanamento per l’area ad alto rischio di crisi ambientale di Brindisi, approvato con DPR nell’agosto del 1998, dispose la chiusura dello stabilimento Agip Covengas, ritenendo inaccettabile la movimentazione e lo stoccaggio di GPL in area retroportuale, mentre oggi si vorrebbe realizzare un impianto ad elevato rischio di incidente rilevante, in aggiunta agli 11 presenti nell’area industriale, addirittura in banchina!

È bene che la dott.ssa Barbaro riesamini le disposizioni che, per ragioni di sicurezza, dispongono vincoli e interdizioni sul traffico portuale durante la movimentazione di gasiere entranti nel porto e nelle fasi di scarico e ricarico di GNL in banchina.

È altrettanto necessario che la dott.ssa Barbaro controlli i rischi d’incidenti rilevanti legati alla movimentazione di GNL fino all’impianto e da questo fino alle bettoline o alle autobotti o all’emissione in ambiente accidentale e dalla produzione di boil off. E anche necessario che si approfondisca l’esame sulla quota di GNL che è sottoposta ad una variazione di stato e, quindi, ad una rigassificazione che è previsto porti all’immissione in rete: il Ministero non ritiene, quantomeno, di verificare, sulla base delle specifiche norme contenute nel D.lgs 152/2006, l’assoggettabilità a VIA?

Un ultimo punto merita particolare attenzione, con riferimenti alla linea ferroviaria, ai tre binari e al tronchino che dovrebbero caratterizzare lo scalo intermodale: stiamo assistendo ad un rimbalzo di competenze e responsabilità in merito alle distanze di sicurezza ed alla attivazione dello scalo stesso, dimenticando che, sotto la linea ferroviaria passa la condotta di GNL e che l’attivazione è strettamente connessa alla richiesta di agibilità che i soggetti interessati e, in primo luogo, l’Autorità portuale avrebbero dovuto richiedere.

Un’ultima domanda va posta: perché la lettera in risposta alla “sollecitazione” del presidente dell’Autorità portuale viene inviata a rete ferroviaria italiana che non ha una competenza diretta nell’area portuale? Forse perché è ovviamente interessata all’attivazione dell’intera rete ferroviaria e dello scalo intermodale, in alternativa al progetto Edison?

Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Medicina Democratica, A.C.L.I. Provinciali Brindisi, Fondazione “Tonino di Giulio”, Medici per l’Ambiente, Anpi Brindisi, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Salute Pubblica, No al Carbone, Puliamoilmare Brindisi, Associazione “Vogatori Remuri Brindisi”, ANPI Brindisi