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Un presepe, un albergo e un misterioso impegno verbale non rispettato
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Un presepe, un albergo e un misterioso impegno verbale non rispettato

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BRINDISI – A meno di 24 ore di distanza da quando abbiamo diffuso la notizia che il Comune di Brindisi aveva rilasciato parere negativo alla realizzazione di un albergo nell’ex Ferrhotel a causa di una non conformità nella destinazione d’uso, il presepe vivente – realizzato su terreni attigui al Ferrhotel e di proprietà degli stessi investitori dell’albergo – è stato smantellato. Candida Colantonio, organizzatrice del presepe con la sua associazione Venti&Venti (ha collaborato anche l’associazione Periferia molto vicina al vicesindaco Oggiano), ha diffuso una nota nella quale vengono spiegate le ragioni di questa fine anticipata. Nel comunicato si parla di «parte proprietaria dei suoli (ossia gli investitori dell’albergo, ndr) costretta, suo malgrado e con intuibile delusione, a rimuovere la scenografia in quanto l’Amministrazione, nonostante gli iniziali impegni verbali, non ha successivamente manifestato in termini concreti il proprio supporto». Di che supporto si parla? E di quali impegni verbali? Ma la nota aggiunge altri elementi fraintendibili. Infatti si fa cenno al fatto che i proprietari hanno «allestito il presepe attingendo unicamente a risorse proprie, vedendosi peraltro coinvolti in un procedimento penale riguardante le opere di bonifica di quella che era un’area degradata». Di quale procedimento penale si fa menzione?

Sta di fatto che, quello che doveva essere il miracolo di Natale, si è dimostrato solo un sogno svanito presto: quello di vivere in una città normale.