Proprio 90 anni fa, nel maggio del 1934 ed in piena epoca del Fascismo, fu creata a Brindisi la Saca, acronimo di Società Cantieri di Aeroporto. E non a caso visto che era nata (grazie alla sua posizione strategica sull’Adriatico) per offrire servizi di riparazione e costruzione di pezzi di ricambio di aerei, arrivando nel tempo alla costruzione di velivoli completi.
Durante la Seconda guerra mondiale, l’opificio fu anche interessato alla riparazione di naviglio militare e alla costruzione di parti di ricambio per idrovolanti.
Dopo la guerra e una profonda crisi per la mancanza di commesse a causa delle restrizioni imposte dal trattato di pace, bisognerà aspettare il “boom economico” italiano per parlare tra gli anni ’60 e ’70 dell’assegnazione di numerose commesse statali.
Poi il fallimento insieme a un nuovo corso di storia quando il 3 agosto 1977 l’amministrazione fallimentare concesse in fitto alla Iam (Industria Aeronautica Meridionale) del gruppo Efim-Agusta lo stabilimento Saca con impianti e attrezzature per tre anni, al fine di dar modo alla nuova società di costruire la nuova fabbrica nelle campagne che si perdono sulla litoranea nord e nelle vicinanze delle piste di decollo dell’aeroporto, allora Papola-Casale.
Oggi, quei vecchi capannoni si presentano “imbellettati” con immagini della Marina militare per dare lustro al passaggio dei leader mondiali che faranno l’ingresso al Castello Svevo – il prossimo 13 giugno – attraverso la Porta Monsignore, proprio a pochi passi dall’ingresso ex Saca. Immagini che rappresentano la Marina militare: un grande “sipario di guerra” (con le scene di una nave e i marines armati) di pvc calato improvvisamente sul passato.
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