Quartiere Paradiso: per tre anni una mamma ha subito insulti, violenza fisica e minacce di morte – da parte dei due figli – per ricevere i soldi della droga.
Ultimamente, la donna era stata anche colpita, dal primogenito, con un coltello di cucina a una mano durante una crisi di astinenza. Una spirale di violenza diventata interminabile.
Lo scorso 3 agosto, è stata la gip del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, su richiesta del pm Giovanni Marino, a emettere un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due fratelli, accusati di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni.
Un 22enne è stato arrestato, per la particolare ferocia delle aggressioni e l’uso di armi da taglio, mentre il fratello 19enne (destinatario della misura dell’allontanamento urgente dalla casa familiare e del divieto assoluto di avvicinamento alla madre e ai suoi luoghi di frequentazione, con obbligo di mantenere una distanza minima di mille metri) sarà controllato mediante braccialetto elettronico. Entrambi sono accusati di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni.
Secondo quanto ricostruito negli uffici della questura di Brindisi, dopo che la donna si era più volte rivolta alla polizia per sporgere dettagliate denunce, alla base di questa storia familiare, diventata da incubo, vi era la costante e furiosa richiesta di denaro da parte dei due giovani, utilizzata per l’acquisto di sostanze stupefacenti: cocaina e hashish, in particolare.
Un doloroso calvario che non è mai finito e che nel tempo ha visto sempre più peggiorare la situazione ad ogni rifiuto del denaro, scatenando in quell’abitazione reazioni d’ira che diventavano incontrollabili contro la povera donna, costretta a subire insulti e violente aggressioni fisiche (con spintoni, schiaffi, calci o la tirata di capelli), fino a distruggere porte o più oggetti della casa.
Una situazione che si è drammaticamente inasprita, a partire dallo scorso maggio, quando i due fratelli (dopo una prima denuncia per maltrattamenti a loro carico e un avviso di conclusione delle indagini) aveva innescato una violenta reazione di ritorsione, facendo aumentare l’odio nei confronti della donna.
Tre mesi, quelli andati avanti fino a luglio, dove sono emersi gli episodi più gravi. In un caso, il 22enne ha aggredito la madre con calci e pugni, costringendola a ricorrere alle cure del Pronto soccorso dell’ospedale “Perrino”, ricevendo una prognosi di 7 giorni per traumi al ginocchio, a una gamba e al polso. Un’incredibile storia di violenza, andata avanti nel corso dell’estate con altri pugni al volto, ad altre parti del corpo e all’ennesima tirata di capelli, con la perdita di intere ciocche. Negli ultimi tempi, gli agenti della Sezione volanti sono stati chiamati a intervenire a casa della vittima ben 5 volte.
Poi, a luglio l’aggressione con un coltello da parte del primogenito che ha afferrato la madre per i capelli colpendola al dorso della mano sinistra con un coltello da cucina, provocandole un profondo taglio e una copiosa emorragia. Terrorizzata, la donna non ha avuto neppure il coraggio di recarsi in ospedale, facendosi riscontrare la ferita dagli agenti in sede di denuncia.
Nelle motivazioni della misura di custodia in carcere per il 22enne, la gip ha evidenziato l’assoluta mancanza di freni inibitori e un’elevata pericolosità sociale, non arginabile con misure meno afflittive. La necessità di tutelare l’incolumità fisica della donna e di prevenire il rischio di condizionamento o ritrattazione ha reso indispensabile la custodia in carcere per il giovane che inizialmente si è reso irreperibile, per poi costituirsi. Nei confronti del fratello 19enne, è diventato a sua volta rigido il divieto di avvicinamento alla madre attraverso un controllo elettronico.
Domani, venerdì 7 agosto, entrambi i fratelli saranno sottoposti a interrogatorio di garanzia alla presenza del loro legale di fiducia, l’avvocata Cinzia Cavallo.




