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San Pietro: stazione radio nell’immobile confiscato alla mafia. Un’opportunità per i giovani
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San Pietro: stazione radio nell’immobile confiscato alla mafia. Un’opportunità per i giovani

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SAN PIETRO – Si è tenuto oggi, venerdi 25 Luglio, presso l’immobile confiscato alla mafia sito in Via Mazzini 64, l’incontro informativo organizzato dal Comune di San Pietro Vernotico e da ARTI (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia) nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Regione Puglia “Luoghi comuni”.

Luca Langella, in rappresentanza di ARTI, ha illustrato l’iniziativa: l’avviso è rivolto ad Organizzazioni Giovanili del Terzo Settore per la co-progettazione e la realizzazione di interventi di innovazione sociale all’interno dello spazio pubblico.
Le risorse a disposizione sono fino ad un massimo di euro 40.000, mentre il termine ultimo per la presentazione del progetto è il 6 Settembre.

La durata complessiva del progetto è di 24 mesi. Le risorse disponibili, devono essere utilizzate nei primi 18 mesi e l’Organizzazione giovanile dovrà garantire con risorse autonome, a titolo di compartecipazione, il completamento delle attività nei successivi 6 mesi.
Presenti anche gli Assessori Antonella De Matteis e Gianluca Epifani, oltre ai consiglieri Sozzo e Conte. Assente invece il Sindaco.

L’opportunità, nata dall’idea dell’ex Assessore alle Politiche Giovanili Raffaele Martina, ha l’obiettivo di riattivare spazi pubblici sottoutilizzati attraverso la realizzazione di progetti innovativi capaci di coinvolgere le comunità locali nei processi di riuso e valorizzazione dei predetti spazi, offrendo ai giovani opportunità di attivazione e apprendimento.

Dopo la delibera di indirizzo dello scorso Dicembre 2018, lo stesso Martina ha portato avanti l’iter procedurale con il supporto tecnico-amministrativo del RUP Architetto Pasquino (dimessosi lo scorso 1 Giugno), della Dott.ssa De Rinaldis e di altri Dirigenti.

Un lavoro di collaborazione per dare una possibilità ai giovani di San Pietro che, ad oggi, non hanno alcuno spazio per sviluppare le proprie capacità.

Questa potrebbe favorire la creazione di competenze utili per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, oltre che essere uno spazio per la creatività e l’apprendimento per gli stessi, che possono sviluppare iniziative di innovazione sociale.

Gli ambiti di intervento che sono stati individuati sono: radiodiffusione comunitaria; formazione universitaria, post-universitaria e ricerca; salvaguardia e miglioramento dell’ambiente e dell’utilizzo delle risorse naturali, attività di protezione civile; formazione extra-scolastica, prevenzione della dispersione scolastica, del bullismo, della povertà educativa.

Adesso l’obiettivo sarà quello di continuare il lavoro intrapreso, con la speranza che la politica lasci la giusta libertà ai giovani di essere i diretti protagonisti di questo “spazio”.

La sfida della politica invece dovrà essere quella di “aprire” ulteriori spazi di aggregazione per combattere quei fenomeni di cui sopra, connessi anche all’assenza delle Istituzioni sul territorio.

Luigi Epifani