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Siamo alla barbarie: dovere del giornalista è tutelare la dignità, non esporre a pubblico ludibrio un incapace!
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Siamo alla barbarie: dovere del giornalista è tutelare la dignità, non esporre a pubblico ludibrio un incapace!

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BRINDISI – Siamo alla barbarie. Consegnare un soggetto incapace di intendere e volere al pubblico ludibrio, lasciandosi andare a frasi di scherno o peggio ancora di carattere xenofobo, è da  catalogare tra le azioni deprecabili che tuttavia abbiamo imparato a sopportare sulla rete.

La foto circolata ieri sui social che ritrae un ragazzo gambiano incapace d’intendere e volere (protagonista di altri gesti simili e già sottoposto a Tso) arrampicatosi sulla statua di Ottaviano Cesare Augusto sita in Piazza del Popolo per emularne la posa, infatti, rientra oramai nell’alveo di quel cinismo collettivo che sta prendendo piede e che non si arresta neppure davanti a drammi personali come quello vissuto da questo ragazzo di soli 20 anni. Empatia, questa sconosciuta. In fondo, la storia è piena di storpi, colorati, ebrei e chi più ne ha più ne metta diventati giocattoli nelle mani di società deliranti. Pertanto, non ci scandalizziamo di nulla.

Neppure di un giornalista di comprovata esperienza che pubblica integralmente sulla pagina del suo giornale la suddetta foto, senza tutelare in nessuna maniera (anzi!) la dignità del soggetto debole in oggetto, così esponendolo – con leggerezza – al pubblico ludibrio che l’art. 8 del Codice di deontologia dei giornalisti, relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, vieta espressamente.

Ecco, se vengono meno anche i filtri che gli operatori dell’informazione dovrebbero porre, allora c’è davvero da riflettere.