Home Cronaca San Pietro – La storia del Cimitero comunale. Terzo capitolo: l’affidamento a Cimiteriali Pugliesi ed i vincoli contrattuali
San Pietro – La storia del Cimitero comunale. Terzo capitolo: l’affidamento a Cimiteriali Pugliesi ed i vincoli contrattuali
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San Pietro – La storia del Cimitero comunale. Terzo capitolo: l’affidamento a Cimiteriali Pugliesi ed i vincoli contrattuali

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SAN PIETRO – Dopo aver affrontato, nel precedente articolo, i problemi connessi al dissesto idrogeologico che hanno complicato il procedimento di ampliamento del cimitero, l’iter di aggiudicazione dell’appalto nel frattempo andava avanti.

Nel Dicembre 2007 veniva disposta la nomina del Concessionario, le cui imprese costituenti, ai fini del raggiungimento dei requisiti di qualificazione SOA (una Certificazione necessaria che comprova la capacità dell’impresa a concorrere ed eseguire opere con importo maggiore di € 150.000,00) , costituivano “Servizi Cimiteriali Pugliesi” e nell’Aprile 2008, a 4 anni dalla proposta iniziale, veniva stipulato il contratto con Cimiteriali Pugliesi.

Tra i punti salienti della concessione:
-la costruzione di 2185 loculi, 65 ossari (??), 253 edicole, 141 cappelle, da realizzare in lotti funzionali;
-gestione dell’intera area cimiteriale (quella già esistente e quella di nuova realizzazione), compresi servizi cimiteriali e manutenzione ordinaria;
-la possibilità, in capo a Cimiteriali, in nome e per conto del comune, della concessione a terzi di loculi, cappelle, edicole, ossari con acconto del 50% per i loculi e 30% per edicole e cappelle; il saldo invece alla consegna delle unità prenotate;
-costituire una società di progetto con capitale sociale minimo di € 100.000,00 (anche se, come riportato negli articoli precedenti, le condizioni generali di partecipazione ponevano la condizione di costituire una società con capitale sociale minimo di € 3.000.000,00);
-cronoprogramma per inizio attività di gestione dei servizi cimiteriali (1 Luglio 2008), per la presentazione dei vari livelli di progettazione (da parte di Cimiteriali) e l’approvazione dei progetti (da parte del Comune).

Proprio su questo ultimo punto nascono ulteriori problemi: a causa dei ritardi accumulati soprattutto dal Comune, l’iter di approvazione del progetto esecutivo durava un anno in più rispetto alle previsioni contrattuali. Questo ritardo diverrà importante successivamente.

Il progetto esecutivo veniva dunque depositato nel Luglio 2009 e nell’Ottobre dello stesso anno, il Rup lo trasmetteva all’Ufficio Urbanistica per il rilascio del parere che veniva concesso atteso che “l’attuale cimitero è ormai saturo e non vi è la possibilità di effettuare la sepoltura di salme in fosse o in loculi comunali” si legge nel parere. A 10 anni di distanza, la situazione è rimasta invariata, nonostante le tante promesse ed i tanti documenti sbandierati nelle varie campagne elettorali
Altro importante approfondimento meriterebbe poi il valore alla base del servizio oggetto della concessione. Probabilmente infatti la concessione risultava molto vantaggiosa rispetto all’importo dei lavori in oggetto.

Partono dunque i lavori, anche se mai, durante tutto il procedimento, si è pensato di coinvolgere gli enti preposti al fine di trovare una soluzione per garantire non solo la realizzazione per lotti, ma anche l’immediata agibilità delle opere che si stavano realizzando. Di fondamentale importanza sarebbe stato il coinvolgimento dell’Asl e dell’Autorità di Bacino nei giusti tempi.
La realizzazione per lotti funzionali infatti, avrebbe permesso di realizzare dapprima le opere nella zona non ricadente nel rischio idrogeologico (secondo la perimetrazione dell’ Adb) e di richiedere di volta in volta il collaudo e l’agibilità delle opere. In questo modo, già all’epoca, l’Amministrazione sarebbe stata in grado di consegnare i loculi realizzati nella zona non ricadente nel rischio idraulico.

Nel 2012 infatti si paventava il rischio di abbattimento delle opere già realizzate, in quanto edificate proprio nella zona a rischio idrogeologico tanto che dopo una serie di incontri tenutisi con l’Autorità di Bacino e l’avvio delle procedure per la realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico, il Comune di San Pietro Vernotico chiese “parere in sanatoria” all’Autorità stessa.
Nel rilascio del parere, l’Adb “ritiene opportuno suggerire che, nelle more che si compia l’iter del progetto di mitigazione…le attività delle opere cimiteriali non ancora realizzate, devono essere condotte a partire dalla edificazione dei manufatti non ricadenti in aree a Media Pericolosità Idraulica”.

Purtroppo anche questa indicazione dell’Autorità di Bacino verrà disattesa, in quanto si continuerà a costruire nella zona a rischio, dove le opere non avrebbero avuto né l’agibilità né il collaudo, e sarebbero rimaste inutilizzate.
D’altronde l’iniziale intendimento di costruire per lotti funzionali, aveva un senso visto il rischio idrogeologico che colpiva gran parte dell’area soggetta ad ampliamento: stranamente però durante l’Amministrazione Rollo si iniziò a costruire nella parte soggetta a rischio ed anche il suo successore Rizzo, nonostante i suggerimenti dell’Autorità di Bacino, continuerà a costruire sempre nell’area a rischio. Questo è uno dei motivi per il quale, a 15 dall’inizio dell’iter di ampliamento, nessun loculo, nessuna cappella, è stata consegnata.

Luigi Epifani