Home Approfondimenti Molla tutto a Bologna e apre il Bar Duepuntozero sulla Via Appia: “Alla mia compagna mancava Brindisi, ed aveva ragione perché la città è favolosa”
Molla tutto a Bologna e apre il Bar Duepuntozero sulla Via Appia: “Alla mia compagna mancava Brindisi, ed aveva ragione perché la città è favolosa”

Molla tutto a Bologna e apre il Bar Duepuntozero sulla Via Appia: “Alla mia compagna mancava Brindisi, ed aveva ragione perché la città è favolosa”

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BRINDISI – “Amore e un pizzico di follia”: sono questi gli ingredienti che hanno portato Antonio Calello a lasciare la sua Bologna, dove aveva un bar avviatissimo, e investire tutto a Brindisi, sulla Via Appia.

Inaugurato esattamente una settimana fa, il bar Duepuntozero è già diventato un punto di riferimento per la zona: d’altronde, dagli arredi del locale arriva immediatamente la ricerca del particolare, figlia di chi ha investito tutta la sua esperienza e il suo amore nell’apertura di quel bar, che fino allo scorso anno era l’edicola Scardicchio. Un passaggio di testimone decisamente impegnativo.

Ma dicevamo dell’amore: la storia di Antonio, infatti, è caratterizzata per buona parte da questo sentimento. Conosce la sua attuale compagna 5 anni fa. Con lei, brindisina, convive a Bologna per circa tre anni: tutto va alla meraviglia, però alla sua compagna inizia a mancare Brindisi. Antonio ci viene in vacanza nell’agosto di tre anni fa e rimane colpito dalla bellezza e dalle potenzialità della città: “Brindisi è favolosa: ha infrastrutture, ha il mare, ha storia e cultura. Insomma, ha tutto!”. Nella sua testa inizia allora a balenare l’idea di mollare tutto e fare un salto nel buio in quella città circa 800 km più a sud della sua Bologna.

Alla fine lo fa davvero: inizia a lavorare come dipendente presso il bar Betty: “Con il proprietario, la sua signora e sua figlia il rapporto era meraviglioso; è stata davvero un’esperienza fantastica”. Però ad Antonio inizia a stare stretto il ruolo di dipendente: lui, d’altronde, era abituato ad avere un bar tutto suo. Così, decide di ripercorrere a ritroso la via Appia e di aprire un bar proprio sull’arteria principale della città. Il baretto è piccolino: di nuovo quella sensazione di costrizione.

Nel frattempo chiude l’edicola Scardicchio: il punto, davanti alla chiesa, gli sembra fantastico, gli fa gola. Inizia a trattare per l’acquisto del locale ma i soldi sono pochini. Quando tutto sembra tramontare, una serata con gli amici riaccende la sua pazza idea: la sua compagna, i suoi amici decidono che quell’investimento si può fare assieme. Da lì in poi, è storia recente: sabato scorso l’inaugurazione, la gente che entra ed esce di continuo dal suo bar, ma soprattutto i tavolini occupati da famiglie e signore.

“Amo l’idea della caffetteria: il mio bar l’ho concepito perché venga vissuto dalle famiglie, per chi vuole fermarsi per la pausa pranzo. Nei prossimi mesi metteremo anche i dehors sul marciapiede. Io ci credo tanto in questo progetto e in questa meravigliosa città”.

Insomma, una storia bella, che restituisce speranza e convinzione nell’attrattività della città. Una storia destinata ad avere un lieto fine, perché dove ci sono amore e passione, non può che nascere e crescere qualcosa di positivo.