Home Politica Salta tutto, nessun aiuto per Brindisi. E adesso chiudere il previsionale diventa un’impresa
Salta tutto, nessun aiuto per Brindisi. E adesso chiudere il previsionale diventa un’impresa
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Salta tutto, nessun aiuto per Brindisi. E adesso chiudere il previsionale diventa un’impresa

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BRINDISI – Proprio poche ore fa avevamo scritto che dal Governo, e dal Decreto Agosto nello specifico, sarebbe giunto un grosso aiuto per gli enti in predissesto e in deficit strutturale come il Comune di Brindisi. Ebbene, con un colpo di scena la Ragioneria di Stato ha bocciato tutta la parte inerente le introduzioni normative pensate per gli enti in difficoltà, tanto che il testo da convertire in legge approvato dal Senato non contiene più quegli snodi ritenuti dagli stessi componenti della maggioranza locale fondamentali per il prosieguo della consiliatura.

Resta solo la possibilità di approvare gli equilibri di bilancio entro il 30 novembre (prima di quella data non si darà vita a nessun rimpasto di Giunta, ndr), mentre vengono cancellate le fondate speranze di ottenere l’allargamento della distribuzione dei fondi previsti per gli enti in deficit strutturale che abbiano già ricevuto il parere della Corte dei Conti anche a quelli che ancora non l’hanno ricevuto (ovvero Brindisi). Così come è scomparsa tutta la parte che prevedeva la possibilità di non pagare per il 2020 la rata di disavanzo del Piano di rientro pluriennale (per Brindisi pari a poco meno di 3 milioni di euro e che si sarebbe potuta impiegare – se fosse passata la norma – per pagare i debiti fuori bilancio), oppure quella che – come ha spiegato il segretario del PD di Brindisi Francesco Cannalire – spostava il controllo del Piano di riequilibrio dalla Corte dei Conti al Ministero dell’Interno, e questo, se fosse stato introdotto, come affermato da Cannalire nell’intervista rilasciata lunedì, avrebbe consentito a chi redige i bilanci e a chi li approva di farlo con maggiore serenità.

Nessuna possibilità, inoltre, di approvare il previsionale al 30 ottobre (il termine resta il 30 settembre e si attende la diffida del Prefetto), così come di vedersi sospeso il controllo della Corte dei Conti fino al giugno del 2021.

Se alla Camera il testo dovesse essere confermato, per Rossi & co. chiudere il previsionale sarà una vera impresa.