Home Politica Cambia l’aria: al Comune si lavora per stanare gli evasori. Il mistero dei locali non accatastati e dei canoni simbolici
Cambia l’aria: al Comune si lavora per stanare gli evasori. Il mistero dei locali non accatastati e dei canoni simbolici
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Cambia l’aria: al Comune si lavora per stanare gli evasori. Il mistero dei locali non accatastati e dei canoni simbolici

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BRINDISI – Perché il Comune non riesce a vendere i propri locali commerciali? O più specificatamente: come mai i concessionari non li acquistano?

Una risposta parziale l’ha fornita in conferenza stampa il Sindaco, quando ha affermato che il fenomeno è riconducibile a “fitti molto bassi che rendono più conveniente restare in affitto piuttosto che acquistare l’immobile. Per questo il Comune sta adesso adeguando i fitti ai valori di mercato, anche perché alcuni erano fissati a poche decine di euro; un aspetto che dovrebbe far riflettere”.

L’altra metà della verità è che esiste un’altra stortura sottaciuta dalle precedenti amministrazioni, stortura che consente astrattamente di non pagare i tributi comunali e di rendere quindi ancora più vantaggioso ai concessionari “restare in affitto”. Già, perché come si può notare dal piano di alienazione del Comune, molti immobili comunali non risultano accatastati; sono immobili fantasma. E chi li doveva accatastare? Risposta semplice: il proprietario, cioè il Comune.

Ora, capite bene che questa strana dimenticanza ha determinato la possibilità per i concessionari di non pagare, per esempio, Tari e Imu senza che nessuno potesse pretendere nulla. Anche così si è arrivati al predissesto.

Adesso però il Comune sta provando a recuperare il tempo perso nei lustri passati, anche grazie all’eccellente lavoro della dirigente al Patrimonio Gelsomina Macchitella. Certo, il lavoro è lungo e faticoso potendo contare il Settore su sole 9 unità.

Quello che si sta facendo è censire (finalmente) il patrimonio immobiliare comunale incrociando diversi database e, con l’internazionalizzazione dell’accertamento tributario e la gara di gestione del nuovo software, tutti i dati saranno disponibili su un unico applicativo. Sarà così possibile effettuare controlli mirati e incrociati decisamente più efficaci rispetto al passato; se mai ne siano stati effettuati.

Inoltre, proprio per rendere meno “comoda” la situazione dei concessionari e ripristinare una certa equità contributiva, è stato perfezionato l’adeguamento dei canoni ed a giorni partirà il nuovo bando per la concessione degli immobili commerciali comunali.

Sono operazioni intangibili che forse non portano consenso nell’immediato ma che possono garantire un futuro migliore all’ente comunale.