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I dati che smentiscono i complottisti sui morti Covid
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I dati che smentiscono i complottisti sui morti Covid

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Lo scorso 30 Dicembre, l’Istat ha pubblicato i dati relativi ai morti dal 1 Gennaio al 31 Ottobre 2020, confrontandoli con il numero medio dei decessi del periodo 2015-2019.
I dati smontano le tesi negazioniste riguardo la mortalità causata dalla pandemia, volte ad affermare la bassa letalità del Covid-19 e l’inattendibilità del numero dei morti registrati.
Come vedremo, la mortalità aumenta in modo considerevole proprio nei periodi che coincidono con la prima e la seconda “ondata”.

PRIMA ONDATA
L’impatto della prima ondata ha prodotto circa 50 mila decessi in più a livello nazionale nel periodo marzo-maggio 2020, rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019.
Ciò è dovuto per il 72% all’incremento delle morti della popolazione con 80 anni e più e del 23% nella classe di età 65-79.
Durante la prima fase dell’epidemia si sono contati oltre 211 mila decessi (da marzo a maggio del 2020), 50 mila in più rispetto alla media dello stesso periodo del 2015-2019, di cui oltre 45 mila relativi a residenti nel Nord del Paese. L’incremento nelle regioni del Nord ha fatto registrare quasi un raddoppio dei decessi nel mese di marzo e un incremento del +75,0% ad aprile.

SECONDA ONDATA
A partire dalla metà di ottobre 2020 diventano via via più evidenti gli effetti sulla mortalità totale della seconda ondata dell’epidemia Covid-19.
Nel corso della seconda ondata (ottobre-novembre) il contributo complessivo dei decessi Covid-19 è passato al 16% a livello nazionale (19% nel Nord, 13% nel Centro e nel Sud), con un considerevole aumento nel mese novembre.

Allo stesso tempo è stata osservata una riduzione dei decessi per gli under 50 che si può spiegare considerando sia per la minore letalità dell’epidemia al di sotto dei cinquanta anni, sia per la riduzione della mortalità per effetto del blocco della mobilità e di molte attività produttive.

Nel periodo di osservazione dell’epidemia di Covid-19 (febbraio-novembre 2020) si stimano complessivamente circa 84 mila morti in più rispetto alla media del 2015-2019. I decessi di persone positive al Covid-19 durante lo stesso periodo sono 57.647 (il 69% dell’eccesso totale).
Da fine febbraio a novembre il contributo dei decessi Covid-19 alla mortalità generale è stato del 9,5%.

In provincia di Brindisi l’eccesso di mortalità ha raggiunto il suo picco a Marzo ed Aprile (rispettivamente il 14,5% ed il 25% rispetto alla media 2015-2019). Nel complesso sono stati registrati circa 200 morti in eccesso rispetto alla media 2015-2019.

Luigi Epifani