Home Cronaca “Criminalità in decisa crescita. Mille cause iscritte in meno”: nella relazione del nuovo anno giudiziario, la situazione di Brindisi
“Criminalità in decisa crescita. Mille cause iscritte in meno”: nella relazione del nuovo anno giudiziario, la situazione di Brindisi
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“Criminalità in decisa crescita. Mille cause iscritte in meno”: nella relazione del nuovo anno giudiziario, la situazione di Brindisi

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Nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario il Procuratore generale della Corte d’Appello di Lecce Antonio Maruccia ha tracciato un bilancio della giustizia nel Salento. Questi alcuni degli stralci: “A Brindisi, con l’organico dei magistrati ormai completo, la procura è impegnata nelle attività di contrasto anche della criminalità comune, peraltro in decisa crescita”.

E ancora: “Di grande rilievo i risultati assicurati dalla DDA di Lecce che riferisce come la criminalità organizzata e mafiosa sia ancora presente nel nostro distretto. Essa modifica le proprie strategie di aggressione e di
accumulazione patrimoniale. Si alimenta con i proventi del traffico degli stupefacenti – di tutti i tipi – per i quali resta alta la domanda di strati sociali sempre più estesi.
Permane il pericolo dai Balcani: droga, traffico e sfruttamento
dell’immigrazione, con leggero aumento degli sbarchi rispetto all’anno prima.
Continuano a mancare segnali di interrelazioni organiche della nostra criminalità con le mafie tradizionali: cosa nostra, ndrangheta, camorra.
Una criminalità, la nostra, che si orienta verso le risorse e le opportunità che offre la Pubblica Amministrazione e lo fa con sofisticate tecniche di infiltrazione.
Turismo, servizi di guardiania, servizi di sicurezza delle attività
economiche, ristorazione, gaming, commercio di idrocarburi,
smaltimento dei rifiuti: sono le attività in cui sono state in concreto
rilevate le iniziative di insediamento delle nostre organizzazioni criminali; sono le attività nelle quali vengono reinvestiti i profitti del traffico di stupefacenti.
Il COVID, poi, ha rappresentato una opportunità per acquisire immobili,
attività e imprese in difficoltà, mentre gli esponenti della criminalità organizzata vengono compulsati dai privati per riscuotere crediti o far pressione sulla PA per ottenere provvedimenti di favore.
E, in corrispondenza, è segnalata la capacità di condizionamento di
talune Pubbliche amministrazioni da parte dei boss e l’arrendevolezza di singoli interlocutori”.

Spazio anche alla vicenda Acque Chiare: “Altra questione trattata da questo ufficio, di particolare rilievo teorico e ripetutamente all’attenzione della Corte di Cassazione, della CEDU e della stessa Corte Costituzionale è quella relativa alla confisca delle aree oggetto di lottizzazione abusiva in caso di declaratoria di prescrizione.
La questione è stata oggetto di approfondimento in relazione alla
lottizzazione cd. “Acque Chiare” in relazione alla quale si sono sviluppati due processi uno concluso con sentenza della Corte di Cassazione n. 14726/2020 che ha pronunciato l’estinzione del reato per prescrizione annullando la confisca limitatamente ai fabbricati oggetto di compravendita da parte dei privati, riconosciuti come acquirenti di buona fede; tuttavia
anche su sollecitazione di questa Procura Generale in sede di incidente di esecuzione, la Corte d’Appello ha chiarito come la motivazione della sentenza della Cassazione facesse salva la confisca degli altri immobili ricompresi nella lottizzazione (albergo ed altre strutture).
Nel secondo troncone del processo, la Corte d’Appello ha altresì escluso la confisca sempre nei confronti dei terzi, qualificati come acquirenti di buona fede”.

Quanto ha inciso il Covid sul funzionamento del tribunale di Brindisi? A spiegarlo è la Procura brindisina nella sua relazione: “Per quanto riguarda l’impatto del modello organizzativo in tal modo
delineato non può sottacersi che esso è stato foriero di disfunzioni con particolare riferimento alla iscrizione delle notizie di reato sopravvenute, che ha subito ritardi; nonché alla definizione dei procedimenti. Gli altri servizi non hanno invece subito particolari contraccolpi, ed anzi allo stato la
situazione è quasi completamente normalizzata.
Balza evidente il minor numero di iscrizioni di circa mille unità, ed il
minor numero di definizioni pari a circa 1.500 unità.
Rappresento al riguardo che il ridotto numero di definizione è da
correlare alla disposta sospensione dei termini processuali nel periodo
marzo-maggio 2020; invece la
normalizzazione del servizio di iscrizione dei fascicoli, che comunque è in atto, è ostacolato anche dalla progressiva riduzione del personale in servizio conseguito ai numerosi pensionamenti verificatisi negli ultimi tempi e non rimpiazzato”.

Sempre dalla relazione della Procura di Brindisi si apprende dei procedimenti penali riguardanti ipotesi di reato legate alle presunte imperizie nella gestione del Covid: “Rappresento che presso quest’ufficio pendono alcuni procedimenti penali che rilevano per le finalità di cui innanzi.
Il primo procedimento riguarda l’osservanza da parte della Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Brindisi delle prescrizioni adottate dalla Regione Puglia riguardo ai protocolli operativi da seguire per la tutela del personale sanitario sui luoghi di lavoro in relazione ai rischi di contagio da COVID-19. L’azione investigativa è mirata a verificare la concreta attuazione delle prescrizioni del DVR all’interno di un presidio ospedaliero, con particolare riferimento alle misure di prevenzione tecnico-impiantistica, alla predisposizione dei percorsi differenziati, alla presenza della cartellonistica indicante i percorsi prescritti, alle misure da adottare per l’accoglienza dei pazienti, al corretto utilizzo dei dispositivi di prevenzione, all’esecuzione dei
tamponi agli operatori asintomatici, all’attuazione delle procedure di
sanificazione.
Il secondo procedimento riguarda la situazione di un infermiere che,
in ambiente ospedaliero, ha contratto l’infezione da COVID-19
asseritamente in reparto a seguito di contatto con paziente positiva. L’azione investigativa mira a verificare la tempestività della comunicazione della positività della paziente da parte della Direzione Sanitaria.
Il terzo procedimento riguarda il comportamento di un medico che ha partecipato ad un intervento chirurgico nonostante avesse sintomatologia febbrile e sia risultato in seguito affetto da COVID-19, in relazione all’ipotesi di epidemia colposa.
Il quarto procedimento riguarda il diffondersi del contagio all’interno
di una RSA, con riferimento ad eventuali ipotesi di responsabilità degli amministratori ovvero dei medici addetti alla struttura, nel cui ambito sono oggetto di valutazione le problematiche riguardanti la qualificazione giuridica della struttura ai fini dell’Assunzione della posizione di garanzia”.