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I sindacati suonano la sveglia: “Vicenda Sir è solo la punta dell’iceberg. Rischio grave implosione sociale”
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I sindacati suonano la sveglia: “Vicenda Sir è solo la punta dell’iceberg. Rischio grave implosione sociale”

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BRINDISI – L’azione di presidio dello Stabilimento ENEL di Cerano, iniziata questa mattina alle prime luci del giorno, da parte dei Lavoratori del Servizio di logistica che gestiscono lo sbarco carbone, imbarco ceneri/gessi e trasporto, rappresenta la punta dell’iceberg di un avvenimento che, in realtà, esprime complessivamente la crisi di un sistema “malato” di appalti che sta mettendo in discussione la tenuta occupazionale, con il rischio che le conseguenze siano durissime per il nostro territorio. È bene precisare che altre commesse stanno arrivando al termine.

Come è noto, al previsto cambio del contratto di appalto, la ditta Sir ha dichiarato 38 lavoratori in esubero, su 83 unità impiegati nella suddetta attività nel porto di Brindisi, effettuata per conto di ENEL, eludendo la prevista clausola sociale poiché le Parti Sociali non hanno accettato le modifiche contrattuali proposte, che falcidiavano i salari dei Lavoratori destinati ad una ricollocazione in altri segmenti operativi.

Si tratta di un atto illegittimo ed intollerabile. Il cambio d’appalto, in presenza di una clausola sociale, non può in nessuna forma configurare il licenziamento dei lavoratori, che debbono passare alle dipendenze del soggetto subentrante come previsto dalla normativa, così come è inaccettabile che venga applicato un differente contratto collettivo che incide pesantemente sulla retribuzione dei Lavoratori che acuisce il processo di impoverimento, reale e percepito, accanto al dato negativo dell’occupazione, presente nel nostro territorio.

La decarbonizzazione è una oggettività dalla quale non si può tornare indietro, ma serve una “road map” anche nel sistema degli appalti che porti al migliore degli esiti possibili, in termini di occupazione, sostenibilità e ritorno economico per il territorio; può rilevarsi una grande opportunità solo se verranno contestualmente programmati adeguati investimenti per lo sviluppo economico e produttivo. È da qui che nasce l’obbligo di non lasciare dietro nessuno, per evitare che siano i lavoratori a pagare i costi della transizione.

In questa fase, c’è bisogno di grande responsabilità nel gestire la transizione energetica, se invece si continua a voler decidere di adottare unilateralmente provvedimenti tesi a perseguire la corsa al ribasso sui servizi appaltati, il risultato appare scontato: a risentirne sono i diritti dei Lavoratori, col rischio di una grave implosione sociale. E questo noi non ce lo possiamo permette, anche in considerazione degli indicatori socio – economici presenti sul territorio che esprimono una profonda crisi.

Pertanto, si chiede un urgente incontro, finalizzato a trovare le giuste soluzioni.

               CGIL CISL UIL

     Antonio Macchia Francesco Solazzo Tonino Licchello