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Lo spettacolo riprende: il Nuovo Teatro Verdi riparte con la grande musica
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Lo spettacolo riprende: il Nuovo Teatro Verdi riparte con la grande musica

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BRINDISI – Un concerto per riprendere il filo dello spettacolo dal vivo: il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi riapre il sipario e lo fa nel segno della grande musica del passato, un viaggio da Georges Bizet a Giuseppe Verdi, da Giacomo Puccini a George Gershwin. Un «Voyage dans le vent» per seguire la traccia del genio di grandi compositori, martedì 1 giugno, a partire dalle ore 20. Protagonista l’ensemble giovanile Ayso Wind Club con ospite d’eccezione il M° Calogero Palermo, primo clarinetto della Orchestra Reale del Concertgebouw di Amsterdam.

Il concerto è organizzato nell’ambito della “Programmazione Puglia Sounds Live 2020-2021 – REGIONE PUGLIA FSC 2014-2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro”. È il primo appuntamento dal vivo della programmazione 2021 del politeama brindisino, un’offerta che vede la partecipazione del main sponsor Enel, del partner Eni e del sostenitore Ance Brindisi.

Per lo spettacolo sarà impiegata la platea e saranno osservate le regole prescritte per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19. I biglietti sono disponibili sul circuito online Vivaticket (https://bit.ly/3yro5oX) e presso il botteghino del Teatro, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 16.30 alle 18.30. Martedì 1 giugno, giorno del concerto, dalle ore 11 alle 13 e a partire dalle 19. Biglietti: posto unico, 10 euro. Info 0831 562 554 e www.nuovoteatroverdi.com.

AYSO, sotto la guida del direttore artistico Teresa Satalino, ha più volte ospitato musicisti solisti e con ruoli di rilievo in prestigiose orchestre del panorama nazionale e internazionale. Tra gli altri Nir Kabaretti, direttore musicale della Santa Barbara Symphony, il violinista tedesco Gernot Süßmuth, la violoncellista Jelena Ocic, Felix Schwarz, prima viola della Staatskapelle di Berlino, Alex Elia, prima tromba della Rotterdam Symphony Orchestra, Emanuele Silvestri, primo violoncello della Israel Symphony Orchestra. AYSO è stata ospite del Napoli Teatro Festival, del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e ha collaborato con la CMC Orchestra di New York.

Il titolo del concerto evoca il tratto impressionista di Claude Monet, «l’illusione di un tutto senza fine e un’onda senza orizzonte e senza sponde» che permeano i dipinti e i paesaggi del pittore parigino nato nel 1840. Una sintassi lenta, quasi sfumata e velata, di elementi che si riflette in musica grazie a un repertorio che compie un lungo e travolgente viaggio musicale per soli strumenti a fiato, fatto di brani di compositori vissuti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Le atmosfere rievocate portano alla Francia di fine Ottocento con il “Divertissement” di Émile Bernard, brano composto nel 1884 e pubblicato nel 1890, al melodismo sensuale e folclorico della suite da “Carmen” di Bizet, rappresentata per la prima volta all’Opéra-Comique di Parigi nel 1875, agli slanci emotivi e coinvolgenti della sinfonia della “Luisa Miller” di Giuseppe Verdi, che debuttò al Teatro San Carlo di Napoli nel 1849, e alla natura evocativa del celebre intermezzo dalla “Manon Lescaut” di Giacomo Puccini, dal quale affiora l’immortale bellezza dello spartito dell’autore toscano grazie alla maestosità della musica e al climax emotivo dell’opera, scritta fra l’estate 1889 e l’ottobre 1892. Il programma comprende anche la “Sinfonietta” del compositore svizzero-tedesco Joseph Joachim Raff che ideò questo termine per indicare un’opera orchestrale simile a una sinfonia, ma più breve nel contenuto, con una leggerezza di tocco nella partitura ideale per un piccolo gruppo di fiati. Il musicista la compose nella primavera del 1873, periodo che la figlia Helene ascrisse al «culmine culturale della sua vita»: il brano si compone di coppie di flauti, oboi, clarinetti, fagotti e corni francesi. Sarà infine eseguita una versione per quintetto di fiati di un “Un Americano a Parigi”, opera sinfonica datata 1928 di George Gershwin che si ispira al soggiorno che il più celebre musicista americano fece a Parigi alla fine della Prima Guerra Mondiale. In questa composizione virtuosistica c’è tutta l’anima di Gershwin, specie nello straordinario assolo di tromba che lui stesso definì «il tema della nostalgia di casa». Un ritratto musicale che presenta Gershwin più che come pianista e compositore, come uomo, con una passione vitale capace di trasportare l’ascoltatore nelle sue melodie portandolo a lambire con la fantasia le immagini della musica.