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Sea Working, Taurino (Confimprese) chiede conto all’assessore Taveri
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Sea Working, Taurino (Confimprese) chiede conto all’assessore Taveri

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BRINDISI – Il Presidente Taurino scrive a Emma Taveri, Assessore al Turismo del Comune di Brindisi.

Gentile Assessore,
le chiedo di essere aggiornato sulle attività inerenti il progetto del “Sea Working”, avviato oramai 10 mesi fa, anche in nome e per conto di alcune imprese di rilevanza nazionale che hanno fatto legittimo affidamento sulle sue promesse e hanno aderito al cartello Brindisi lanciato dal sottoscritto per il radicamento dell’associazione nella nostra terra.
La mia richiesta è dettata dal grande interesse che la sua iniziativa ha destato nel mondo imprenditoriale, che attende – al momento invano – di comprendere in cosa consista il ‘pacchetto Brindisi’, atto – nei suoi intendimenti – a rendere attrattiva la nostra città come sede ideale per lo smart worker.
Non vorremmo, infatti, che a pandemia finita il fenomeno si sgonfi e la città possa ritrovarsi con un pugno di mosche per il fatto di non essere stati in grado di intercettare la domanda in questi 15 mesi di pandemia attraverso un’offerta all’altezza dei proclami.
Per carità, è innegabile il battage pubblicitario che dal contest è scaturito per la città di Brindisi, ma – come era anche suo intendimento – il fine non poteva e non può essere solo quello. Al momento, invece, come indotto per la città ci ritroviamo solo un ragazzo che ha passato qualche giorno su una barca ormeggiata sul nostro lungomare.
Ce ne aspettavamo qualcuno in più, e immaginiamo anche lei, stando al contenuto delle numerose interviste da lei rilasciate nel corso di quelle settimane.
A conferma della bontà e serietà dei suoi propositi, riportiamo uno stralcio di sue dichiarazioni rilasciate il 5 dicembre 2020: “Il nostro obiettivo, con il Sea Working, non era semplicemente quello di fare marketing e lanciare un contest ma quello di avviare un percorso più strutturato. Non si può pensare di fermarsi banalmente a un contest o alla previsione di promozioni e sconti sugli alberghi. Abbiamo il desiderio, in questa fase, di reinvestire i residui dell’esperienza passata: ciò dà la misura di come la nostra iniziativa sia totalmente pro-bono e per il territorio. Abbiamo in mente di avviare un percorso di fundraising per rendere sostenibile il tutto, e il progetto di creare un nuovo modello di governance va in quella direzione”.
A distanza di 6 mesi da questi propositi, le chiediamo dunque quale sia lo stato dell’arte, quali siano le iniziative realmente fattibili che intende mettere in campo e le concrete possibilità di Brindisi di ritagliarsi un posticino in questa fetta di mercato, sempre che – come detto innanzi – sussista ancora una forte domanda.
Al momento siamo costretti a raccogliere solo frammentarie notizie in giro per la rete, dalle quali non sembrerebbe emergere un quadro particolarmente esaltante per Brindisi. Porto ad esempio lo studio di Nomad List, rilanciato sulla pagina istituzionale della Regione Puglia, che ha incoronato Bari come seconda città italiana prediletta dagli smart worker. Nel Sud Italia, tra le prime 10 posizioni, rientrano anche Palermo e Avellino. In testa alla classifica c’è Bologna, poi a seguire Genova, Pisa, Padova, Firenze, Trento e Treviso. Brindisi non risulta pervenuta. Tra i parametri valutati nell’indagine ci sono il costo della vita, la velocità di connessione, il divertimento e la sicurezza.
Il suo contest ha indubbiamente contribuito a far conoscere le bellezze di Brindisi in giro per l’Italia, ma ha ingenerato anche aspettative negli imprenditori, nelle aziende e negli operatori commerciali, anche oltre i confini regionali.
Disattenderle lederebbe un pezzo della positiva immagine che la città vuole costruire di sé.
Certo di un suo riscontro, resto in attesa di ragguagli.

Distinti saluti,
Dott. Paolo Taurino
Presidente ConfimpreseItalia Brindisi