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Albano: “I misteri di Brindisi”
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Albano: “I misteri di Brindisi”

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BRINDISI – Molti sono i luoghi e i monumenti avvolti nel mistero. Resti di civiltà passate o fatti che celano tanti enigmi, rimasti ancora irrisolti, nonostante molte menti si siano impegnati a decifrarli.

Come i Dolmen in Inghilterra, le gigantesche statue dell’isola di Pasqua, la Sfinge in Egitto, l’energia delle tombe dei Giganti in Sardegna, ma anche, la funzione e l’attività del sindaco e della giunta comunale di questa città.

 Da noi aleggia anche il mistero di quelli strani cilindri metallici esistenti in città, che spuntano dal terreno e che stanno lì da circa 15 anni, senza che la gran parte dei cittadini sappia che ci stiano a fare e a che cosa servano.

Alcuni, dopo averli studiati a lungo, hanno creduto che fossero stalli per pagare il parcheggio, altri distributori di acqua minerale, altri supporti sui quali affiggere gratuitamente locandine e avvisi vari.

Intanto nel tempo alcuni di essi, soffocati dall’incuria e dalla ruggine sono stramazzati per terra, come sembra possa avvenire anche alla colonnina situata in piazza Cairoli , che appare corrosa alla base dalla ruggine.

Fortunatamente, la caduta di altre colonnine dello stesso tipo, oltre al danno al confano di un’auto in sosta, non hanno provocato danni alle persone. Ma non bisogna sfidare il destino.

 Nondimeno si tratta di una brutta storia, perché costituisce uno dei tanti casi di spreco di risorse pubbliche.

Le 15 colonnine dello stesso tipo realizzate in città, facevano parte del progetto Ecobach ( Ecologico Bus A Chiamata), che nella fantasia degli amministratori dell’epoca, doveva proiettarci nel futuro della mobilità sostenibile, migliorando il servizio di trasporto pubblico nel centro storico di Brindisi, accorciando i tempi di attesa, la percorrenza, rendendo quasi nullo l’impatto ambientale. Un progretto rimasto purtroppo sempre fermo sui marciapiedi del centro storico. Mai entrato in funzione, per motivi mai chiariti. Come al solito.

Uno spreco di circa un milione di euro, poichè agli 836.660,18 di spese inutili, per la loro realizzazione, furono aggiunti le spese di pagamento per 5 anni del servizio di telemetria per la gestione del progetto ecobach, totalmente inesistente.

 E’ comunque inaccettabile che si sia potuto sprecare in questo modo il denaro pubblico. Questo però deve far riflettere chi ha la responsabilità di operare le scelte, per non cadere negli stessi errori, per non perdere di vista la realtà e gli effettivi bisogni di questa città, come purtroppo sembra ancora avvenire.

 Ma intanto è necessario intervenire per evitare che la postazione esistente in piazza Cairoli possa crollare a terra, ma anche intervenire per eliminare la base in acciaiaio di un’altra postazione crollata da oltre un anno, che spunta dal marciapiede di via Lata, di fianco alla Chiesa di S. Lucia, per evitare che qualche cittadino, qualche fedele, recandosi in chiesa, possa inciamparvi, procurandosi danni fisici.

 Ma che senso ha tenere in piedi le altre postazioni sopravvissute. Se si vuole conservare la memoria è sufficiente posizionare una lastra di marmo sulla facciata del palazzo comunale, dove possono essere scritti tutti gli sprechi consumati in questa città.

 Anche se comprendo che sia un’impresa impossibile da realizzare, perchè ci vorrebbe una lastra di lunghezza troppo impegnativa, superiore alle dimensioni di quell’edificio.

Vincenzo Albano