Home Economia e lavoro Preoccupazione per Enel: dimezzato il progetto della nuova centrale a gas e la zona franca è sempre più in alto mare
Preoccupazione per Enel: dimezzato il progetto della nuova centrale a gas e la zona franca è sempre più in alto mare
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Preoccupazione per Enel: dimezzato il progetto della nuova centrale a gas e la zona franca è sempre più in alto mare

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BRINDISI – Il gigante dai piedi di argilla inizia a crollare sotto i colpi della transizione ecologica. E forse si spiega così il nervosismo del Sindaco Rossi, che da alcune settimane richiama a gran voce l’attenzione del Governo. E solo del Governo, non anche della Regione, dove evidentemente beneficiamo – all’insaputa dei brindisini – della massima attenzione.

Sta di fatto che a valle delle difficoltà riscontrate da Enel in fase di autorizzazione della conversione della centrale a gas, la multinazionale ha deciso di ridimensionare ulteriormente il proprio investimento su Brindisi. Nel nuovo progetto di Enel pubblicato sul sito ministeriale l’11 agosto, infatti, si legge che “Come richiesto dalla Commissione Tecnica VIA, con lo scopo di rispondere ad eventuali esigenze di riduzione complessiva della taglia del nuovo impianto a gas e dei relativi impatti assoluti del progetto nel sito di Brindisi, Enel propone, in alternativa a quanto sopra esposto con la configurazione di progetto 2+1 (quello originario da 1.680 megawatt composto da due turbine a gas, ndr), di valutare la riduzione di capacità produttiva sulla base di una configurazione in ciclo combinato che considera una sola turbina a gas (con potenza dell’impianto ridotta della metà e produzione di 840 megawatt, ndr).

Un ridimensionamento che preoccupa alcuni ambienti perché fa il paio con uno stallo nella progettazione della zona franca doganale di Enel (del cui sviluppo doveva occuparsene Enel Logistics), sulla quale il Sindaco Rossi ha sempre professato di fare grande affidamento. Che le due cose – ridimensionamento della centrale e stallo sulla zfd – siano legate, si chiedono in tanti?

Speriamo non sia così, anche perché avrebbe significato affossare il progetto di Edison senza nemmeno godere dei benefici (ritenuti – per ragioni tecnicamente ancora oscure – concorrenti e non complementari) della zona franca doganale Enel di Costa Morena.

Tornando ai propositi di Enel, nella copiosa documentazione depositata al Mite (qui il link utile per approfondire https://va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/7390/10693?Testo=&RaggruppamentoID=12#form-cercaDocumentazione ) si rintracciano il cronoprogramma per la realizzazione dell’investimento e la previsione di “Riutilizzo in campo energetico delle aree destinate al nuovo impianto a gas e l’incremento della capacità dell’impianto fotovoltaico, che si intende installare a valle della fermata definitiva dei gruppi esistenti. Tale scelta tiene conto del processo di transizione energetica in atto e porterà all’impiego delle migliori tecnologie disponibili sul mercato all’atto della dismissione dell’impianto a gas”.

Fotovoltaico, dunque. Ancora fotovoltaico. Distese sconfinate di fotovoltaico si stagliano all’orizzonte. Al momento l’unica certezza assieme alla foresta orientale, anche se al momento quest’ultima si è materializzata solo attraverso la piantumazione di qualche alberello al quartiere Perrino.